

Chi ci segue da tempo sa che i nostri menù rispettano il pH neutro il più possibile. Oggi mangiamo pasta, farfalle integrali per un pH di 5,7 e per cena formaggio fresco alla piastra e spinaci alla parmigiana per un pH di 5,8. Questa settimana termino di parlare dei grassi saturi.
Colazione: Yogurt carote e fiocchi di mais – Una tazza di tè
Break: Barrette energetiche casalinghe
Pranzo: Farfalle integrali verdi e rosa
Break: Hummus di ceci – una tazza di tè
Cena: Formaggio magro alla piastra – Spinaci alla parmigiana
e… se stiamo svezzando il bambino: Pappe dagli 8 mesi
Come non parlare dei derivati del latte quando si parla di colesterolo cattivo e grassi saturi? Latte significa parlare di burro e tutti i derivati come la panna, lo yogurt e i formaggi sia quelli freschi come i latticini sia quelli stagionati.
Il latte d’altronde è importante anche berlo, non solo è buono ma anche perché il latte aiuta a incamerare il calcio e la vitamina D di cui tutti ne abbiamo sempre bisogno. Per non incorrere in errore è sufficiente acquistare il latte nella versione parzialmente scremato o totalmente scremato. Questa pratica della scrematura toglie tutti i grassi non buoni mantenendo però tutti i nutrienti senza la stessa quantità di colesterolo. Un altro modo per togliere il grasso del latte in cucina è anziché utilizzare la panna da cucina, si può sostituire con lo yogurt magro.
Il burro si ottiene dalla centrifugazione del latte, cioè è la parte grassa del latte è quindi grasso animale ed è necessariamente ricco di grassi saturi. Andrebbe quindi limitato il quantitativo di burro da utilizzare, in alternativa potrebbe essere utilizzata la margarina, questa è composta da oli vegetali, quindi contiene i grassi buoni, quelli insaturi. Questi tipi di grassi aiutano a ridurre il colesterolo cattivo quello LDL. Altra alternativa ovviamente è l’olio di oliva.
Zia Vittoria
Le porzioni da mettere nel piatto: a peso o a misura? Ecco cosa preferire