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Denti bianchi, no al fai da te

denti bianchi
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Purtroppo la mascherina, parte integrante del nostro abbigliamento, copre il sorriso, ma tramite Zoom, Microsoft Teams, Google Meet e gli altri strumenti per le video chiamate si entra in contatto con colleghi, amici, compagni di classe mostrando soprattutto il viso. La dentatura candida ha quindi la sua importanza, eccome! Per ottenerla è importante seguire alcune abitudini di vita sane e rivolgersi al dentista per un trattamento professionale, che non rovini lo smalto e danneggi le gengive.

Le buone abitudini restano fondamentali

L’abitudine di consumare molto caffè, vino rosso, tè scuro può provocare una colorazione più scura ai denti. Questi alimenti contengono infatti tannini, caffeina e altre sostanze dal potere fortemente colorante. Lo smalto dei denti ha una consistenza porosa e, purtroppo, permette a questi pigmenti di penetrare a una certa profondità. E’ in questo modo che si formano macchie di colore giallastro o marroncino. Anche il fumo può rovinare i denti: le sostanze sprigionate dalla combustione del tabacco si fissano ai denti, conferendo una spiacevole colorazione grigiastra. Smettere di fumare e non esagerare con il caffè o con il tè è un modo per salvaguardare la bellezza dei denti, oltre che la salute in generale. Dispiace avere i denti di un brutto colore, a qualunque età, come dimostra il fatto che almeno un italiano su due ha utilizzato dentifrici, gel, collutori o altri schiarenti – fai da te – per un giro d’affari stimato oltre un miliardo di euro. Lo sbiancamento dei denti deve essere eseguito dal dentista, i trattamenti schiarenti casalinghi, possono rischiare di danneggiare denti e gengive. Un esempio è l’utilizzo del bicarbonato sullo spazzolino: è vero è un ingrediente di molti dentifrici, ma usato quantità eccessive può rovinare lo smalto ed esporre a carie.

Meglio rivolgersi al dentista

Se vogliamo avere denti bianchissimi è preferibile rivolgersi al dentista e, fortunatamente sono molti gli italiani a fare questa scelta: gli interventi di sbiancamento sono tra i più richiesti. Non si deve avere fretta di risolvere il problema dei denti giallastri o grigi in una sola seduta, ma ascoltare i suggerimenti del dentista. Innanzitutto, non può esser fatto sbiancamento in una persona che ha un’infiammazione cronica delle gengive in corso. La parodontite deve esser risolta prima dello sbiancamento, perché se è presente una tasca parodontale i prodotti utilizzati possono rovinare l’apparato di attacco del dente e il legamento. Inoltre, va spiegato al paziente, una volta curata l’infiammazione, che la gengiva può contrarsi e scoprire la parte del dente non rivestita dallo smalto: tale parte non si sbianca e si può creare un effetto bicolore. Prima di intervenire, poi, è necessario eliminare le macchie superficiali, procedendo a un’approfondita igiene dentale, sarà sempre il dentista a farla.

Per uno sbiancamento perfetto

Arrivati al dunque, ci sono tre opzioni per procedere. Con il fai da te si ottengono minimi risultati: prima si usavano bicarbonato, salvia, limone, menta o white strip per rimuovere la patina superficiale che offusca i denti. Ora a disposizione ci sono nuovi composti a base di perossido di idrogeno o di carbammide, danno però un risultato non paragonabile a trattamenti gestiti dal personale specializzato. Esiste anche una seconda opzione di sbiancamento effettuata completamente dal professionista ma a volte è troppo aggressiva sul dente perché realizzata in breve tempo e con concentrazioni aggressive di prodotto sbiancante. La terza opzione, quella ottimale, è basata su trattamenti personalizzati alla poltrona, ma gestiti poi a domicilio dal paziente sotto la supervisione del dentista, con un gel da utilizzare all’interno di una mascherina indossata di notte. Questo metodo ossigena il dente e agisce sulle molecole responsabili del colore scuro preservando smalto e gengive. E’ bene sapere, inoltre, che nei giorni successivi al trattamento, è sconsigliato mangiare alimenti pigmentanti come mirtilli, cioccolato, barbabietola, vino, caffè e tè. Esistono, infine, alcuni dentifrici abrasivi ma va evitato l’uso costante, perché rendono lo smalto poroso e più facilmente aggredibile da carie.

Lina Rossi

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