

Chi ci segue da tempo sa che i nostri menù rispettano il pH neutro il più possibile. Oggi zuppa di finocchi e pere pari a un pH di 6 e per cena del merluzzo alla catalogna con zucchine grigliate per un pH totale di 6. Questa settimana vi racconterò come funzionano gli allevamenti di pesce e dell’acquacoltura, subito dopo i menù.
Colazione: Pere all’anice e yogurt – Una tazza di tè
Break: Sandwich al pomodoro
Pranzo: Zuppa di finocchi e pere
Break: Arance per uno snack veloce – ed una tazza di tè
Cena: Merluzzo alla catalogna – Zucchine grigliate al limone
e….se stiamo svezzando il bambino Pappe dopo i 10 – 11 mesi
Dalle informazioni che ho trovato ho capito che l’acquacoltura, se è ben gestita, è totalmente ecosostenibile e il suo impatto sull’ambiente a livello mondiale è davvero minimo. Le varietà di pesci che si possono allevare sono tantissime, quasi tutte le specie, in primis la carpa con una produzione di circa 15 milioni di tonnellate all’anno, a seguire: il salmone con un milione e 422 tonnellate, il branzino, l’orata, l’ombrina, la ricciola, l’anguilla, la trota, il tonno, lo storione, il muggine, oltre ai crostacei. Ce n’è per tutti i gusti ed esigenze.
Ovviamente, come in tutti gli allevamenti, anche l’acquacoltura richiede una competenza più che valida, le malattie sono in agguato anche tra i pesci. E’ quindi richiesta una preparazione valida, soprattutto a proposito di come produrre il cibo per i pesci e per eliminare gli scarti degli allevamenti. L’Unione Europea ha stilato, per proteggere la buona qualità del pesce di allevamento, delle norme rigidissime a cui gli allevatori di pesce devono adempiere. Quindi, portare sulle nostre tavole il pesce di allevamento non solo facciamo bene al nostro organismo ma diamo anche una mano ad rendere minimo l’inquinamento nel mondo.
Zia Vittoria
Le porzioni da mettere nel piatto: a peso o a misura? Ecco cosa preferire