Poco sonno per le neomamme, rischio invecchiamento

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Poco sonno per le neomamme, rischio invecchiamento

il sonno nelle neomamme

Indimenticabili ma anche faticosi i primi mesi di vita con un neonato: tra cambi e poppata il piccolo impegna la maggior parte della giornata e il desiderio maggiore è di poter dormire una notte intera. Purtroppo, la maggior parte dei neonati i primi cinque o sei mesi di vita si svegliano spesso durante la notte e non solo per la poppata notturna, ma anche perché sente la mancanza della madre con la quale è stato in simbiosi per tutta la gravidanza oltre ai ritmi circadiani ancora immaturi. Il bambino, in altre parole, non è in grado di avvertire ancora l’alternanza luce e buio, stimolo necessario per acquisire i bioritmi del sonno veglia. Per questo occorrono settimane, spesso anche mesi prima che il neonato acquisisca i suoi ritmi regolari.

Poco sonno e stanchezza appassiscono il viso

Il sonno della neomamma subisce frequenti interruzioni. Guardandosi allo specchio il colorito pallido, le occhiaie evidenti e l’aria trascurata saltano subito all’occhio. È normale, talmente normale che un gruppo di studiosi americani, dell’Università della California a Los Angeles, hanno voluto indagare fino al Dna, per individuare eventuali modifiche dovute proprio a risvegli per le poppate e pianti notturni del neonato. Dallo studio è emerso che dormire poco dopo nel post-partum è associato a cambiamenti genetici nel Dna della mamma legati ai processi di invecchiamento. L’indagine, uscita sulla rivista Sleep Health, si è basata sull’analisi genetica del Dna di trentatré madri. Gli esperti hanno analizzato durata e qualità del sonno delle neomamme e poi misurato l’età biologica delle donne attraverso l’analisi del Dna. In particolare hanno studiato alcuni parametri noti per essere correlati all’invecchiamento di una persona come la lunghezza delle estremità dei cromosomi: i telomeri a un anno dalla nascita. È emerso che una durata del sonno insufficiente, meno di sette ore per notte si associa a maggiori segni di invecchiamento sul Dna della mamma, quindi a un invecchiamento biologico accelerato.

Come rimediare all’invecchiamento per poco sonno

Gli autori del lavoro concludono che i risultati dovranno essere confermati su un campione più ampio di neomamme. Nel frattempo, è bene sapere che uno stile di vita sano può limitare l’invecchiamento, riducendo l’accorciamento dei telomeri. Come fare? Prima di tutto cercando di nutrirsi bene, aumentando il consumo di frutta fresca e di ortaggi: le migliori fonti di antiossidanti, i nutrienti per contrastare l’infiammazione e l’invecchiamento cellulare. Certo non è facile provvedere a pasti sani, quando tutto il tempo è dedicato al neonato e magari anche ad altri figli, casa, lavoro… Ma qualcosa si può fare, ad esempio preferendo una bella banana con frutta secca e yogurt al posto di una pizzetta o a un sacchetto di patatine fritte. Oppure una spremuta 100% di arance alle bevande dolci e frizzanti. Altro sistema efficace per combattere l’invecchiamento è l’attività fisica: tanti studi scientifici lo dimostrano. Nessuno pretende che una donna a pochi mesi dal parto si iscriva a un corso di tennis, ma sicuramente una bella passeggiata di mezz’ora, con il neonato in carrozzina o nel trasportino, è un valido esercizio. Il vantaggio fiale sarà duplice, oltre al benessere della mamma espone il bimbo alla luce naturale e ai suoni esterni, così da riconoscere la differenza tra la luce e il buio. In questo modo si abituerà e inizierà a dormire meglio e più in fretta.

Lina Rossi

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