

Approvato il vaccino contro il Covid-19 anche per i bambini nella fascia di età tra 5-11 anni. Lo ha comunicato pochi giorni fa l’EMA, Agenzia europea per i medicinali. Il vaccino approvato è il Pfizer, già in uso per gli adulti e per i ragazzi dai 12 anni in su. La Commissione tecnico scientifica dell’AIFA – Agenzia italiana del farmaco è stata convocata per questa settimana, dall’1 al 3 dicembre, per pronunciarsi in merito all’approvazione del vaccino anche nel nostro paese. Se sarà approvato, la campagna potrebbe iniziare nei primi giorni del nuovo anno.
La domanda che i genitori si pongono è se convenga vaccinare i bambini in età della scuola primaria, che al momento sono quelli più a rischio contagio. Secondi i dati ISS, infatti, dall’inizio della pandemia fino al 17 novembre, su 3,2 milioni di bambini dai 6 agli 11 anni si sono contagiati oltre 240 mila, ricoverati 1.407 di cui 36 in terapia intensiva e nove morti. Anche tra i più giovani, quindi, il Covid può mietere vittime. Senza contare le complicanze, che proprio tra i bambini prendono la forma di sindrome infiammatoria multi-sistemica, con febbre alta, dolore addominale, nausea e vomito, problemi al cuore e al sistema nervoso. È successo a 239 bimbi, secondo la Società italiana di pediatria. I genitori devono quindi valutare con attenzione, facendosi consigliare dal pediatra sulla base della storia clinica del bambino, l’opportunità di sottoporre il figlio a questo vaccino. Il modo in cui reagirà l’organismo dei più piccoli al vaccino al momento non è noto, ma può essere utile un confronto con la fascia di età immediatamente superiore, ossia gli adolescenti tra i 12 e i 16 anni. In questa categoria, dopo la somministrazione del vaccino non si è verificato alcun decesso. C’è stato qualche raro caso di miocardite, infiammazione del tessuto che circonda il cuore, risolta senza ulteriori danni. Le conseguenze sono state da 1 a 4 casi per Pfizer su 100 mila vaccinati e 10-13 casi su 100 mila per Moderna.
Il vaccino per bambini tra i 5 e gli 11 anni è costituito da una dose pediatrica, quindi un terzo rispetto a quella che viene somministrata agli adolescenti. È stato somministrato in fase sperimentale su 3.116 bambini, messi a confronto con altri 1.500 che hanno ricevuto il placebo. L’efficacia contro il contagio è stata di oltre il 90%, mentre contro il rischio di ricovero e di terapia intensiva l’efficacia è stata ancora più elevata. Non sono stati registrati casi di miocardite, perché, spiegano gli esperti, il campione vaccinato era troppo ridotto e quindi non è stato possibile fare valutazione. Verosimilmente, il rischio di questa infezione al cuore è basso, perché i casi sono stati più numerosi tra i 16 e i 19 anni che tra i 12 e i 15. Se si tiene presente che la miocardite è più rara nei vaccini Pfizer, il rischio sembra essere davvero ridotto, anche tenendo conto della dose somministrata. Negli Stati Uniti, dove al momento sono stati vaccinati circa 2,4 milioni di bimbi tra i 5 e gli 11 anni, si è verificato un solo caso di miocardite o pericardite su 10.000 somministrazioni.
Lina Rossi
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