
Il morbillo viene ancora ricordato da molti come una malattia da superare durante l’infanzia. Questa conoscenza tramandata nelle famiglie può farne sottovalutare i rischi. Sebbene molte persone guariscano, l’infezione può causare complicanze gravi e, in alcuni casi, mettere in pericolo la vita. Purtroppo il morbillo è sempre più presente tra i nostri bambini. La vaccinazione è lo strumento più efficace per prevenirla e limitarne la diffusione.
Tra le complicanze più temute c’è l’encefalite, un’infiammazione del cervello. Secondo l’Istituto superiore di sanità, l’encefalite acuta interessa circa una persona ogni mille casi di morbillo. Tra coloro che sviluppano questa complicanza, il 20–30% presenta conseguenze neurologiche permanenti. Sono percentuali riferite ai casi di encefalite, non a tutte le persone con morbillo. Esiste inoltre una complicanza diversa, molto rara: la panencefalite subacuta sclerosante, una malattia progressiva del sistema nervoso che può manifestarsi anni dopo l’infezione. Prevenire il morbillo significa proteggere anche la salute neurologica futura.
Il virus si trasmette attraverso l’aria e può contagiare anche prima che la malattia sia riconoscibile. Una persona infetta può trasmetterlo da quattro giorni prima a quattro giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea. All’inizio possono comparire febbre, tosse, naso che cola e occhi arrossati e lacrimanti. Le macchie arrivano successivamente, iniziando generalmente dal viso e diffondendosi al corpo. Aspettare l’esantema per pensare alla prevenzione significa arrivare quando altri contatti potrebbero essere già avvenuti.
La vaccinazione contro il morbillo è disponibile nel vaccino combinato MPR, che protegge anche da parotite e rosolia, oppure MPRV, che comprende la varicella. In Italia la somministrazione ordinaria prevede una prima dose a partire dai 12 mesi e una seconda intorno ai 5 anni. Secondo i CDC, due dosi hanno un’efficacia di circa il 97% contro il morbillo. Nessun vaccino garantisce una protezione assoluta, ma completare il ciclo riduce fortemente la possibilità di ammalarsi. Gli eventuali effetti indesiderati sono generalmente lievi e transitori, come dolore nel punto dell’iniezione, febbre o una modesta eruzione cutanea; le reazioni gravi sono rare. Il passo pratico è verificare le vaccinazioni documentate. Se manca una dose, oppure la documentazione non è disponibile, è utile rivolgersi al pediatra o al servizio vaccinale per definire come procedere. Anche gli adulti dovrebbero chiarire la propria situazione, soprattutto prima di viaggi internazionali. La protezione in famiglia contribuisce a ridurre l’esposizione delle persone che non possono essere vaccinate. Il vaccino vivo attenuato non viene somministrato durante la gravidanza e può essere controindicato in alcune condizioni di immunodepressione: la valutazione spetta al medico.
In caso di esposizione a un malato di morbillo, bisogna contattare tempestivamente il medico o il servizio di igiene, senza aspettare i sintomi. Per chi è suscettibile, la vaccinazione entro 72 ore può offrire protezione; in determinate persone a rischio possono essere indicate immunoglobuline entro sei giorni. La scelta richiede una valutazione sanitaria. Se si sospetta la malattia, è opportuno telefonare prima di presentarsi in ambulatorio, così da concordare un accesso che protegga gli altri pazienti.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico Guidagenitori.it