Vaccino Covid-19, iniziata la sperimentazione per bambini

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Vaccino Covid-19, iniziata la sperimentazione per bambini

vaccino covid neonati
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In questi giorni in tutte le nostre regioni si stanno raccogliendo le prenotazioni per i vaccini dei quarantenni e a brevissimo si aprirà anche la campagna vaccinale per i trentenni e infine per i ragazzi. Anche i più piccoli avranno presto un’immunizzazione tutta per loro. L’azienda Pfizer ha infatti annunciato che a breve inizierà anche la sperimentazione del vaccino destinato ai bambini tra i sei mesi e gli undici anni.

Il vaccino Covid-19 per i giovanissimi

I risultati della sperimentazione del vaccino anti-Covid della Pfizer-BioNTech nei bambini dovrebbero essere disponibili nella seconda metà del 2021. Se la sicurezza e immunogenicità saranno confermate, i ricercatori sperano di ricevere l’autorizzazione per la vaccinazione dei bambini più piccoli entro l’inizio del 2022. Lo scorso marzo, Pfizer e BioNTech hanno somministrato il vaccino ai primi bambini sani in uno studio globale di fase 1/2/3 per valutarne ulteriormente sicurezza, tollerabilità e immunogenicità nei bimbi. La vaccinazione continuativa oltre il 2021 è fondamentale poiché Covid-19 continua a diffondersi rapidamente in tutta Europa e nel mondo. Oltre un anno dopo, gli esperti continuano ad accrescere le conoscenze sul COVID-19 e stanno lavorando per determinare se, analogamente all’influenza stagionale, la vaccinazione annuale possa fornire la protezione più duratura.

Perché anche i bambini vanno vaccinati

All’inizio dell’epidemia di Covid-19 si pensava che i bambini non avessero problemi importanti a seguito della malattia, ma a distanza di un anno si hanno maggiori certezze, i bambini vanno immunizzati e non solo perché rappresentano un tramite di contagio per soggetti più fragili come i nonni, ma anche perché i bambini stessi possono avere problemi. È solo di qualche giorno fa la notizia di una bimba di dieci anni, affetta da altre patologie, che ha perso la vita per le complicanze della polmonite da Sars-Cov-2. E non solo: nei più piccoli si può manifestare una complicanza anche piuttosto seria, che è stata erroneamente confusa con la sindrome di Kawasaki. Si tratta, in realtà, di una sindrome iper-infiammatoria caratterizzata da febbre, eruzione rosso vivo sulla pelle, dolori articolari e addominali e diarrea. Raramente si verificano infiammazioni ai polmoni, ma può comparire miocardite, infiammazione del tessuto che costituisce il cuore. Se diagnosticata e curata per tempo, la miocardite guarisce perfettamente, mentre se viene trascurata può portare, con il tempo, alla comparsa di deficit di funzionalità cardiaca e aritmie.

La sindrome iper-infiammatoria colpisce i più piccoli

La sindrome iper-infiammatoria si verifica principalmente in due gruppi di bambini: nella primissima infanzia prima dei tre anni e in quelli di età scolare dai sette anni in su, quindi proprio nel gruppo di bambini per i quali si sta studiando il vaccino. I sintomi si presentano, generalmente, dopo la possibile infezione da Sars-Cov-2, da qualche giorno a due settimane.

Dagli esami del sangue si riscontrano alti valori di VES – velocità di sedimentazione dei globuli rossi-  e di PCR – proteina C-reattiva – due importanti indici di infiammazione. La diagnosi della sindrome iper-infiammatoria si effettua anche grazie ad un’attenta valutazione dei sintomi con l’esame obiettivo, che può coinvolgere più di uno specialista: pediatra, reumatologo, infettivologo e altri. È anche opportuno sottoporre i bambini ad un ecocardiogramma, ossia ad un’ecografia del cuore e delle coronarie per escludere l’eventuale interessamento di questo organo.

Lina Rossi

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