

Oggi 21 maggio 2024. Oggi tanta vitamina C a colazione con le arance e a pranzo con gli gnocchetti al pomodoro per un pH di 5,7 e per cena una bella frittata con broccoli e insalata di cetrioli per un pH di 6. Chi ci segue da tempo sa che i nostri menù rispettano il pH neutro il più possibile. È arrivato il caldo, finalmente è tempo di indossare abiti più aderenti che mettono in mostra la pancetta gonfia di aria. E’ quindi tempo di fare un po’ di ordine in quello che portiamo in tavola così da rendere la pancia un po’ più … piatta. Cominciamo dalla colazione dopo i menù.
Colazione: Pesche, arance e banane, con yogurt e fiocchi di mais – Una tazza di tè
Break: Bignè brasiliani
Pranzo: Gnocchi di patate al pomodoro e basilico
Break: Pere al cioccolato – una tazza di tè
Cena: Frittata con broccoli – Insalata di cetrioli e sesamo
e se stiamo svezzando il bambino: Pappe dagli 8 mesi
Pancia gonfia, un modo per tenerla a bada è ovviamente portare in tavola alimenti che siano non solo facilmente digeribili ma che non siano loro stessi causa del gonfiore perché con la digestione provoca un eccesso di aria. Oggi vi illustrerò alcuni tipi di frutta.
Albicocche secche – la fibra contenuta nella frutta secca contiene molti nutrienti che stimolano la produzione di aria intestinale. Quattro o cinque albicocche secche possono funzionare molto bene per ridurre la stitichezza ma… il fatto di essere ricche anche di fruttosio facilità la fermentazione e conseguentemente la produzione di aria, conviene mangiarne non più di tre alla volta per averne solo gli effetti benefici.
Pesche – la loro stagione è iniziata e più andiamo a vanti più sono buone, dolci e succose. Però la loro naturale dolcezza a causare problemi intestinali. Le pesche contengono zuccheri naturali chiamati polioli, che potrebbero non andare sempre d’accordo con i batteri intestinali dando così origine a crampi e gonfiore intestinale.
Anguria – frutto tipico dell’estate, anche l’anguria o cocomero, è ricco di fruttosio, lo zucchero della frutta e i batteri intestinali potrebbero avere serie difficoltà a digerirlo, attivando la produzione di gas. Il problema dell’intolleranza al fruttosio potrebbe essere legato a un fattore genetico.
Zia Vittoria
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