

Ansia e depressione sono sempre dietro l’angolo e proprio per questo è bene non cadere nelle lusinghe del palato e commettere errori alimentari che possono peggiorare una situazione già al limite.
Ciambelline – tutti noi li amiamo e piccoli dolcetti di tanto in tanto possono aiutare il tono dell’umore. Però, le ciambelle hanno tutti i tipi di grassi non proprio buoni per noi: farina bianca come la neve, poca fibra per assorbire lentamente e molto zucchero aggiunto. Quindi, si possono consumare senza problemi a patto che sia una volta tanto e deve diventare un’abitudine quotidiana.
Glassa dei dolci – la prima cosa che viene da pensare è che si tratti solo di zucchero, purtroppo non è così. Infatti, per preparare la glassa è necessario il burro quindi circa 2 grammi di grasso trans per porzione. Questi grassi sono legati alla depressione, mentre i grassi buoni, ovvero: pesce, olio d’oliva, noci e avocado possono sollevare il tono dell’umore.
Alcool – può rovinare il sonno, contrariamente a quello che si può pensare. Se il sonno con le sue regole fisiologiche non viene rispettato il risposo non è assicurato aumentando di fatto l’ansia e causare depressione. E’ anche vero però che un bicchiere di vino potrebbe allentare la tensione e rendere più socievoli. La chiave di tutto è il dosaggio: un drink al giorno per le donne e due al giorno per gli uomini, è il limite massimo per non incorrere in problemi
Il menù di oggi prevede zuppa di cipolle per pranzo, certo per un paio di giorni avremo un bell’odorino in casa ma… è buona né devo lasciare un po’ anche per Gerson, a lui piace tantissimo riscaldata al forno e per cena cernia all’arancia. Controllo del pH: zuppa di cipolle 6,3 e cernia all’arancia siamo a 5,8.
Zia Vittoria
Colazione: Uovo alla coque – Una tazza di tè
Break: Arance per uno snack veloce
Pranzo: Zuppa di cipolle
Break: Spiedini di frutta e yogurt – ed una tazza di tè
Cena: Filetto di cernia all’arancio – Patate al vapore prezzemolate
e… se stiamo svezzando il bambino Pappe dagli 8 mesi
Le porzioni da mettere nel piatto: a peso o a misura? Ecco cosa preferire