Patriarcato? Insegniamo alle figlie a non piangersi addosso

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Patriarcato? Insegniamo alle figlie a non piangersi addosso

combattere il patriarcato
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Il patriarcato è un sistema sociale in cui gli uomini detengono il potere politico, economico, e culturale, mentre le donne sono spesso subordinate e discriminate. Le strutture patriarcali impongono ruoli e comportamenti rigidi basati sul genere, limitando la libertà e le opportunità delle donne. Questo è il pensiero comune della filosofia contemporanea. Tuttavia, è importante notare che la società è in evoluzione, la ricerca in chimica biologica e la conoscenza, del perché accadono alcuni fatti fisiologici, sono il sostegno basilare per superare le strutture patriarcali e per creare un mondo più equo e inclusivo per tutti. La scienza ci ha permesso di toccare con mano alcune differenze biologiche tra uomini e donne, come i livelli ormonali diversi, ma non possiamo pensare che tutto si allinei come dovuto se non siamo noi per primi a voler attuare un cambiamento culturale.

Cosa abbiamo fatto noi donne per cambiare il nostro destino?

Per cambiare le dinamiche patriarcali non possiamo pensare che siano gli uomini a farlo, né possiamo pensare che per legge questo debba essere modificato. Proviamo a dare uno sguardo al passato.  Sono tante le donne che hanno avuto un ruolo significativo nella storia, proviamo a ricordarle:  

  • Cleopatra VII – 69-30 a.C.: Regina egizia famosa per la sua intelligenza politica e il suo carisma;
  • Elisabetta I -533-1603: Regina d’Inghilterra durante l’età dell’oro, ha guidato il paese attraverso un periodo di prosperità e rinascita culturale;
  • Caterina la Grande – 1729-1796: Imperatrice di Russia, ha portato significativi cambiamenti politici e sociali al suo paese;
  • Giovanna d’Arco – 1412-1431: Eroina francese, ha combattuto per liberare la Francia dall’occupazione inglese durante la guerra dei cent’anni;
  • Indira Gandhi – 1917-1984: Primo ministro dell’India ha giocato un ruolo chiave nel plasmare il destino del suo paese.
  • Rita Levi Montalcini – 1909 – 2012: premiata con il Premio Nobel per la Medicina nel 1986 per la scoperta sulla crescita delle cellule nervose, ha lasciato un’eredità duratura nel campo della scienza e della ricerca medina

Queste sono solo alcune delle tante donne potenti che hanno influenzato la storia con il loro coraggio, la loro intelligenza e la loro leadership sfidando e ridefinendo le strutture patriarcali nella storia.

La mia storia personale sia di esempio, a tante donne

Se non vogliamo essere sottomesse a nessuno proviamo a farlo. Nata in una famiglia povera, a 14 anni, terminato la terza media ho iniziato a lavorare pulendo la verdura in un supermercato e poi come facchino in una società di sapone liquido. A 18 anni partecipo ad un concorso per fare l’infermiera in ospedale psichiatrico e all’improvviso la mia vita è cambiata: la psichiatria è entrata nella mia vita all’improvviso il 22 maggio del 1969. Per due anni ho lavorato e studiato per prendere il diploma di infermiera. Sempre lavorando in ospedale prendo il diploma di Ragioneria per iscrivermi all’università.  Arriva la laurea in Psicologia clinica, ma non era la conoscenza di cui avevo bisogno. Sempre lavorando arriva la laurea in Medicina e chirurgia e la specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale. La specializzazione in Psichiatria pensavo fosse l’ultimo traguardo: concorso vinto a Torino nel vecchio corso di Psichiatria e Neurologia tra i docenti il prof. Borgna, Ravizza, Bergamini e per poter frequentare a Torino mi dimetto dalla ASL dove avevo vinto il concorso a Psicologo. Al rientro a Roma arriva il lavoro come psichiatra in un istituto penitenziario ed inizio ad occuparmi della violenza e della sua genesi biologica. Forte dell’esperienza maturata, entro a far parte delle liste del Consulenti Tecnici d’Ufficio per i Tribunali penali nel ruolo di Psichiatria e per questo nominata in processi per omicidi e violenze in genere. Al fine di educare i genitori nella crescita dei propri figli, fondo Guidagenitori.it, assumendone la carica di Responsabile editoriale, essendo diventata anche giornalista pubblicista. In questo percorso non ho voluto rinunciare alla maternità: due ragazze alle quali ho insegnato che se vogliono raggiungere gli obiettivi desiderati devono SEMPLICEMNTE VOLERLO, nessuno può fermare i loro desideri.

Alle bambine di oggi, donne di domani, dobbiamo insegnare che la determinazione porta a raggiunge i traguardi desiderati.

Tanto per riderci su

Dalla falsa – Batracomiomachia – del falso Omero

Disgraziatamente per loro, un brutto giorno in un martello pieno per metà di latte caddero due rane. Tentarono diversi balzi per uscire, ma essendo liscia la parete e il latte non offrendo una base per scattare all’insù, il bordo risultò irraggiungibile. Una delle due, un po’ filosofa ma molto fatalista, concluse che era davvero finita e, raccomandando l’anima al Dio Pan, si lascio passivamente morire. L’altra, decisamente più pratica, non si perdette d’animo: incominciò a dibattersi, mai rinunciando alla speranza, e poco dopo il latte si solidificò, si fece burro e lei, decollando da quella specie di pedana, spiccò infine il balzo verso la libertà.

La prima era un uomo, la seconda una donna.

Rosalba Trabalzini

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