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Lo sviluppo del tatto nei neonati

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Altro che chiusi in un mondo tutto loro! I neonati, anche se trascorrono nel sonno la maggior parte del tempo, sono protesi verso quello che accade intorno a loro, già a poche ore dalla nascita. Secondo uno studio torinese, i neonati riconoscono il loro corpo come un’entità separata dal mondo esterno poco dopo essere venuti al mondo. Gli esperti, grazie all’elettroencefalografia, una tecnica di neuro indagine non invasiva, ha misurato il correlato neurale di questo fenomeno.

Il risultato di esperienze in utero

Secondo i ricercatori dell’Università di Torino che hanno svolto lo studio, la capacità di associare un suono a un tocco a poche ore è tipico dei neonati umani. Questo potrebbe essere dovuto ai nove mesi della gravidanza che potrebbe preparare la comparsa di questo meccanismo alla nascita. Le risposte neurali osservate, mostrano anche che il bambino è in grado di distinguere se il suono proviene da una fonte vicino o lontano dal suo corpo, aspetto fondamentale per sviluppare i comportamenti difensivi come i meccanismi relazionali. L’effetto descritto nel lavoro, se confermato da studi futuri, potrà rappresentare un possibile biomarker di sviluppo neurologico tipico le cui alterazioni potrebbero contribuire al riconoscimento precoce di eventuali anomalie dello sviluppo.

Lo studio è stato portato avanti in collaborazione

La ricerca è stata realizzata dal Manibus Lab del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino e dalla Neonatologia universitaria dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute, in collaborazione con il MySpace Lab del Department of Clinical Neurosciences dell’Università di Losanna ed il Center for Neural Science della New York University. Il lavoro è stato pubblicato, sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Proceedings of the National Academy of Sciences – PNAS – dimostrando dunque che pochi giorni di vita per un neonato sono sufficienti per sviluppare una integrazione multisensoriale efficiente.

Favorire lo sviluppo cognitivo

Il tatto è concentrato essenzialmente sulla superficie del corpo, non possiamo infatti dimenticare che il tatto è il primo organo sensoriale competente del feto. Si tratta del cosiddetto tatto epidermico, infatti durante tutti i nove mesi della gravidanza l’intero corpo del feto è completamente avvolto e compresso dal liquido amniotico. Il liquido esercita su ogni centimetro della pelle una pressione leggera, ma costante. La memoria di questa sensazione permane anche dopo la nascita. Ecco perché la futura mamma dovrebbe concedersi una camminata di mezz’ora al giorno, meglio se in compagnia, per praticare un po’ di attività fisica. Il movimento ondulatorio della camminata contribuisce al massaggio che il liquido amniotico esercita sul feto. Oltre ai benefici per il feto, le passeggiate in gravidanza aiutano la circolazione sanguigna, facendo giungere al bambino endorfine e vitamina D, oltre alla luce naturale che attraverso la parete dell’addome e dell’utero rischiarano l’interno del corpo ed i suoni dell’ambiente. In casa la futura mamma può ascoltare una musica gradevole, per esempio musica classica o suoni della natura, mentre nel frattempo accarezza il pancione e sussurra parole dolci. Sono modi per rilassarsi, stare meglio e al tempo stesso stimolare lo sviluppo cognitivo del feto. In aggiunta a tutto quanto può essere favorito in gravidanza, è importantissimo, nei primissimi mesi di vita del neonato, offrire occasioni di crescita cognitiva ad esempio massaggiare completamente e quotidianamente il piccolo con le tecniche specifiche del massaggio infantile.

Giorgia Andretti

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