Il feto ride, piange e afferra: è un piccolo uomo

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Il feto ride, piange e afferra: è un piccolo uomo

Altro che nella bambagia! Il feto già dalle prime settimane di vita è attivo, si muove, sente rumori e vede la luce tenue che filtra attraverso i muscoli e la pelle della mamma. Recenti studi in campo prenatale hanno consentito di fare nuove, curiose scoperte sulla formazione e lo sviluppo dei cinque organi di senso del feto nel pancione.


Gli organi di senso

Per quanto riguarda la vista, il nervo ottico si forma attorno alla settima settimana, e da questo momento il feto riesce a distinguere qualche immagine, sebbene in modo confuso. Le ecografie hanno dimostrato che, se sul ventre della mamma viene proiettata una luce intensa, il piccolo gira la testa dalla parte opposta. Nel corso di alcune amniocentesi, eseguite alla sedicesima settimana di gestazione, si è perfino notato che alcuni feti cercano di afferrare l’ago che deve prelevare il liquido amniotico, come se ne fossero incuriositi; altri, invece, si ritraggono. Dal quarto mese in poi, il feto è in grado di udire una vasta gamma di suoni e rumori, non solo quelli che provengono dal ventre materno. Il feto avverte, per esempio, il rumore della televisione, del telefono e le voci delle persone. Al sesto mese, reagisce in modi diversi a seconda dei rumori che percepisce. Il passaggio di una moto lo fa spaventare e il piccolo muove gambe e braccia. La voce di una persona sconosciuta lo fa sobbalzare per la sorpresa. La musica, o il canto della mamma, lo rilassa e prepara a movimenti più coordinati e armoniosi dopo la nascita. La lettura del libro – La guida per comprendere il comportamento dei nostri figli – è di grande aiuto per conoscere lo sviluppo del feto.


Odori e gusto sono attivi dalla nona settimana

Tra la nona e la quindicesima settimana il feto sviluppa una memoria olfattiva, capace di captare gli stimoli odorosi che gli provengono dall’ambiente in cui si trova. Si abitua all’odore del corpo della mamma, uno degli stimoli più potenti per riconoscerla dopo la nascita. Le papille gustative sono attive sulla lingua del feto già dalla dodicesima settimana. Attraverso il liquido amniotico, quindi, il feto percepisce il gusti che gli arrivano e sa distinguere il dolce dal salato, l’amaro dall’acido. Nel pancione, quindi, si abitua già all’alimentazione che appartiene alla cultura e alle abitudini della sua famiglia. Anzi, ha già una sua preferenza: il dolce. Gli esperti hanno notato che, se nel liquido amniotico viene iniettata saccarina, il feto ne ingerisce il doppio della quantità normale. Il tatto inizia a svilupparsi non sulle mani, ma sul viso. È da qui che, attorno alla settima settimana, comincia a svilupparsi il tatto, che poi, dalla decima settimana si diffonde al resto del corpo. Così ha inizio l’esplorazione della parete uterina, con le mani e con i piedini. 


Lo sviluppo neurologico

Il sistema nervoso del feto fa grandi progressi nel secondo trimestre. Il cervello ha una struttura molto simile a quella di un individuo adulto. Le cellule nervose vengono fabbricate alla velocità di almeno un centinaio al secondo: dalla loro aggregazione si forma l’ammasso di materia grigia. La maturazione completa del cervello, tuttavia, sarà completa solo verso i trentasei – quaranta mesi dalla nascita. Dall’ecografia morfologica, si esegue attorno alla ventesima settimana, i futuri genitori possono notare movimenti bizzarri: il piccolo si succhia il pollice, alza le braccine, sgambetta. È sempre attorno alla ventesima settimana, per la seconda gravidanza anche prima, che la mamma inizia ad avvertire i movimenti del piccolo, il primo movimento è avvertito come un frullo di ali. Il feto continua a essere molto vispo, ruota su sé stesso almeno dieci volte al minuto e gira la testina di qua e di là. Oltre al ritmo cardiaco della madre, al bambino giungono anche i rumori esterni, attutiti dal liquido amniotico. Più che parole distinte, il feto avverte la cadenza, l’intonazione, l’accento. I suoni hanno un diverso impatto sul bimbo: i rumori violenti accelerano il battito cardiaco, mentre le melodie dolci lo tranquillizzano. Sembra anche che, una volta nato, il piccolo sia in grado di riconoscere una canzone o una musica che ha ascoltato quando era nel pancione e che questa abbia il potere di tranquillizzarlo.

Giorgia Andretti

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