Vaccino Covid: i genitori devono essere convinti

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Vaccino Covid: i genitori devono essere convinti

vaccino covid adolescenti

Sono partite le vaccinazioni per le fasce di età più verdi: gli adolescenti tra i dodici e i quindici anni presto saranno immunizzati contro il Covid-19 e poi sarà la volta dei bambini più piccoli. In questa fascia di età è essenziale il ruolo dei genitori, perché è responsabilità dei tutori dei bambini effettuare materialmente la prenotazione.

I pediatri saranno di aiuto a vincere i dubbi sul vaccino

I pediatri di libera scelta hanno ribadito la massima disponibilità a vaccinare i ragazzi adolescenti sostenendo però che il problema sarà vincere la riluttanza e le perplessità di molti genitori. Alcuni genitori sono poco propensi a far vaccinare i figli contro il Covid, come sostiene il Simpef – Sindacato medici pediatri di famiglia. A causa di una poco corretta informazione, molti pensano che sia inutile metterli a rischio degli eventi avversi del vaccino per una malattia che per questa fascia d’età comporta pochi rischi. Altri pensano non sia più necessario farlo visto che i nonni e i genitori sono vaccinati. Tuttavia è importante, secondo gli esperti, far leva sull’aspetto di solidarietà sociale della vaccinazione, anche perché i ragazzi possono comunque essere veicolo di contagio e diffusione di possibili varianti del virus. Più difficile sarà convincere i genitori no vax che già non hanno fatto fare le vaccinazioni obbligatorie ai propri figli.

Perché le famiglie possono stare tranquille

La Commissione europea prima e poi l’Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA, come quella europea EMA, hanno approvato l’utilizzo del vaccino Pfizer per la fascia di età dodici – quindici anni. I dati disponibili dimostrano l’efficacia e la sicurezza del vaccino anche per i soggetti compresi in questa fascia di età. Gli Stati membri possono ora decidere di estendere la loro campagna ai più giovani. Entrano così in campo i pediatri. Ognuno ha in carico circa duecento ragazzi e ragazze e con ogni fiala si possono fare sei dosi. Calcolando l’uso di una fiala al giorno, quindi trenta somministrazioni a settimana, secondo la Federazione Italiana Medici Pediatri – FIMP, sarà possibile arrivare a centoventi adolescenti vaccinati per ogni pediatra, con la prima dose in un mese, quindi completare tutta la platea dei ragazzi in un mese e mezzo o due. Il piano rende realistico l’obiettivo di una ripartenza in sicurezza delle scuole a settembre, perché con i giovanissimi si neutralizzano dei temibili vettori di virus.

Come sta andando la campagna

Nelle altre fasce d’età la campagna vaccinale procede bene: nonostante le differenze tra territori si è stabilmente sopra le seicento mila dosi al giorno, dosi che arriveranno a superare le settecentomila e il ritmo dovrà aumentare. Finora hanno avuto almeno una dose oltre ventitré milioni di persone, il 39% della popolazione, tra cui oltre l’85,3% degli over settanta. Si va verso i trentacinque milioni di dosi somministrate e i dodici milioni di immunizzati completi. L’unico dato negativo è che si effettuano pochi tamponi. Tracciare bene i casi e sequenziare i contagiati resta importante anche se il virus sta circolando molto meno.

Lina Rossi


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