Dal pannolino al vasino: l’estate è il momento giusto

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Dal pannolino al vasino: l’estate è il momento giusto

dal pannolino al vasino

Il passaggio dal pannolino al vasino richiede tempo e pazienza, infatti, non è un fatto che si compie dall’oggi al domani. È questo il momento in cui un bambino passa dalla tranquillizzante sicurezza del pannolino, alla necessità di interpretare e gestire le proprie esigenze fisiologiche. Tutti i bambini prima o poi conquistano questo importante obiettivo, ma ciascuno ha i propri tempi, si tratta comunque di un passaggio non semplice. L’arrivo di un fratellino più piccolo, il passaggio da nido a scuola dell’infanzia, un qualsiasi cambiamento può rendere questa fase più lenta e complicata.                                                                                                                

L’estate è il momento giusto per togliere il pannolino

È importante essere vicini al proprio figlio in questo delicato passaggio, così da rendergli l’addio al pannolino più facile possibile. Ed è bene approfittare di questi mesi, soprattutto se il bambino ha almeno due anni. È il momento migliore, perché se anche dovesse capitare qualche piccolo incidente, come una piccola pipì addosso e, tranquilli, succede a tutti più volte, non c’è il rischio che senta freddo. Inoltre, in estate i bambini indossano indumenti leggeri, solo pochi strati, semplici e veloci da sostituire con qualcosa di asciutto. Non ultimo, in estate mamma e papà hanno spesso più tempo libero, quindi possono essere vicini al piccolo in questo delicato passaggio. È essenziale prima di tutto rispettare i tempi. Il controllo della vescica inizia a essere attivo attorno ai ventiquattro mesi, mentre quello dell’ano prevede una maturità neurologica maggiore. Inutile, quindi, provare a eliminare il pannolino prima di questo periodo: l’unico risultato sarà che il piccolo di sporcherà le mutandine, senza capire il perché, ma sentendosi in imbarazzo verso una situazione che non sa gestire.

Come capire se il bambino è pronto

È utile osservare i segnali del corpo del bimbo per capire se è pronto. Un piccolo che, giocando, si interrompe e guarda perplesso il genitore, per poi bagnarsi o fare la pipì, ha già la consapevolezza che qualcosa sta accadendo nel suo corpo. A quel punto, lo si può osservare per le successive occasioni e, se si ha l’impressione che il bambino davvero si renda conto, gli si può chiedere, come in un gioco, di andare a depositare qualcosa all’interno del vasino. Se il bambino ce la fa, allora sarà il caso di lodarlo come se avesse prodotto un’impresa grandiosa. Si sentirà incoraggiato e, nell’attesa della lode e delle coccole, a modo suo imparerà a segnalarlo. In una seconda fase, quando il bambino avrà imparato a trattenere la pipì durante il giorno e la fa prima di coricarsi, si può eliminare il pannolino notturno. In questa fase è meglio proteggere il materasso con un telo impermeabile.

Evitare di spazientirsi e rimproverare

Se il bambino ha qualche problema, ci si deve solo armare di pazienza in più: evidentemente non è ancora pronto. Evitiamo di mettere fretta utilizzando frasi del tipo: fai pipì nel vasino, per la mamma, sono solo inutili forme di ricatto, potrebbero mettere il piccolo in ulteriore difficoltà. Si può provare a proporre il vasino, anche permettendo al bambino di giocarci, quando il piccolo si mette una mano sul pancino guardando la mamma con aria interrogativa. È bene ricordare che se il piccolo non arriva in tempo a sedersi sul vasino e si bagna: l’importante è che il piccolo abbia preso consapevolezza di questa nuova esigenza del suo corpo. A poco a poco, imparerà a gestirla e ad allungare il tempo di trattenere la pipì, fino ad arrivare al vasino.

Sahalima Giovannini


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