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I tamponi Covid-19 per i bambini

tampone bambini

Nella maggior parte dei casi, i bambini e i ragazzi al di sotto dei quattordici anni sono del tutto asintomatici se contraggono il Covid-19. Con certezza non è possibile sapere se sono contagiosi, tanto bassa è la carica virale della quale sono portatori: nonostante questo è bene che lavino spesso le mani, indossino la mascherina se hanno più di sei anni e non stiano a contatto con i nonni, soprattutto, se molto anziani o portatori di malattie cardiache o polmonari. 

Quando è necessario fare il tampone

Può capitare che un bambino nella stagione invernale sia soggetto a febbre, tosse e malesseri dovuti ai virus para-influenzali.  In questo caso, anche parlandone con il pediatra, può essere opportuno sottoporre il piccolo al tampone, per escludere che si tratti di infezione da Sars-Cov-2. È difficile, infatti, capire solo dai sintomi di quale infezione si tratta. Ma non c’è motivo di preoccuparsi: secondo gli esperti della Società Italiana di Pediatria – SIP, se il tampone naso-faringeo è fatto bene non ci sono rischi né per i bambini né per gli adulti. Anzi, effettuare con cura questo esame nei bambini è importante per escludere una forma di Covid asintomatico.  Naturalmente è necessario essere accurati, perché il prelievo, pur non essendo doloroso, è sicuramente un pochino fastidioso, perché causa pizzicore nel punto di prelievo, può indurre starnuti e lacrimazione. Inoltre, è nota la ritrosia dei bambini verso qualsiasi strumento estraneo, anche quando si tratta di un banale cotton fioc. Per questo è importante che i pediatri siano accurati, e che in generale il personale che esegue il prelievo sia adeguatamente addestrato. Va utilizzato lo strumento adatto e il bambino deve essere tenuto fermo con dolcezza, non bloccato, ma è importante che resti immobile per pochissimi secondi, per evitare movimenti con la testa.

Un tampone Covid-19 per i piccoli

Del resto il tampone usato nei bambini è diverso da quello degli adulti: è morbido, in plastica e non è vero che si può rompere come invece è stato detto. È essenziale che il pediatra o l’infermiere conoscano bene l’anatomia di naso e gola. Non ci si limita a entrare nel vestibolo nasale, quindi nella prima parte del naso, ma si deve arrivare in fondo, nel naso- faringe: la zona davanti all’orecchio. La testa deve essere tenuta ferma in modo tale che il tampone penetri e il soggetto non possa muoversi o avere fastidio, proprio perché si entra in maniera un po’ particolare. Se la procedura viene eseguita in modo corretto, seguendo la parete del naso, non apporta alcun fastidio al bambino e poi è un esame veloce. Nel frattempo, si può contare fino a cinque per distrarre il piccolo. Dati che arrivano dagli Stati Uniti, poi, escludono qualsiasi rischio in questa procedura.

Il test salivare per il Covid-19

Per i più piccoli, da pochi giorni è disponibile anche il test salivare che, secondo gli esperti, è affidabile come il tampone nasofaringeo molecolare, ma molto meno fastidioso. È stato sviluppato dal gruppo dell’Università Statale di Milano, composto da quattro ricercatrici, madri di bambini piccoli e di ragazzini, per cercare di risolvere il problema della diagnosi del coronavirus nei bambini, evitando il fastidio di tamponi nel naso. Ripetuti con frequenza possono diventare un piccolo incubo. Si raccoglie con una specie di piccolo rullo in cotone un poco di saliva sotto la lingua. I risultati si ottengono in ventiquattro ore e sono affidabili al 94%, contro l’80% dei test salivari rapidi, che rilevano gli antigeni e danno il risultato in quindici minuti. Il test deve essere sperimentato su vari gruppi di bambini di Milano per rilevare i casi sintomatici e asintomatici. Il pediatra potrà fornire qualsiasi informazione.

Nella maggior parte dei casi, i bambini e i ragazzi al di sotto dei quattordici anni sono del tutto asintomatici se contraggono il Covid-19. Con certezza non è possibile sapere se sono contagiosi, tanto bassa è la carica virale della quale sono portatori: nonostante questo è bene che lavino spesso le mani, indossino la mascherina se hanno più di sei anni e non stiano a contatto con i nonni, soprattutto, se molto anziani o portatori di malattie cardiache o polmonari. 

Quando è necessario fare il tampone

Può capitare che un bambino nella stagione invernale sia soggetto a febbre, tosse e malesseri dovuti ai virus para-influenzali. In questo caso, anche parlandone con il pediatra, può essere opportuno sottoporre il piccolo al tampone, per escludere che si tratti di infezione da Sars-Cov-2. È difficile, infatti, capire solo dai sintomi di quale infezione si tratta. Ma non c’è motivo di preoccuparsi: secondo gli esperti della Società Italiana di Pediatria – SIP, se il tampone naso-faringeo è fatto bene non ci sono rischi né per i bambini né per gli adulti. Anzi, effettuare con cura questo esame nei bambini è importante per escludere una forma di Covid asintomatico.  Naturalmente è necessario essere accurati, perché il prelievo, pur non essendo doloroso, è sicuramente un pochino fastidioso, perché causa pizzicore nel punto di prelievo, può indurre starnuti e lacrimazione. Inoltre, è nota la ritrosia dei bambini verso qualsiasi strumento estraneo, anche quando si tratta di un banale cotton fioc. Per questo è importante che i pediatri siano accurati, e che in generale il personale che esegue il prelievo sia adeguatamente addestrato. Va utilizzato lo strumento adatto e il bambino deve essere tenuto fermo con dolcezza, non bloccato, ma è importante che resti immobile per pochissimi secondi, per evitare movimenti con la testa.

Un tampone Covid-19 per i piccoli

Del resto il tampone usato nei bambini è diverso da quello degli adulti: è morbido, in plastica e non è vero che si può rompere come invece è stato detto. È essenziale che il pediatra o l’infermiere conoscano bene l’anatomia di naso e gola. Non ci si limita a entrare nel vestibolo nasale, quindi nella prima parte del naso, ma si deve arrivare in fondo, nel naso- faringe: la zona davanti all’orecchio. La testa deve essere tenuta ferma in modo tale che il tampone penetri e il soggetto non possa muoversi o avere fastidio, proprio perché si entra in maniera un po’ particolare. Se la procedura viene eseguita in modo corretto, seguendo la parete del naso, non apporta alcun fastidio al bambino e poi è un esame veloce. Nel frattempo, si può contare fino a cinque per distrarre il piccolo. Dati che arrivano dagli Stati Uniti, poi, escludono qualsiasi rischio in questa procedura.

Il test salivare per il Covid-19

Per i più piccoli, da pochi giorni è disponibile anche il test salivare che, secondo gli esperti, è affidabile come il tampone nasofaringeo molecolare, ma molto meno fastidioso. È stato sviluppato dal gruppo dell’Università Statale di Milano, composto da quattro ricercatrici, madri di bambini piccoli e di ragazzini, per cercare di risolvere il problema della diagnosi del coronavirus nei bambini, evitando il fastidio di tamponi nel naso. Ripetuti con frequenza possono diventare un piccolo incubo. Si raccoglie con una specie di piccolo rullo in cotone un poco di saliva sotto la lingua. I risultati si ottengono in ventiquattro ore e sono affidabili al 94%, contro l’80% dei test salivari rapidi, che rilevano gli antigeni e danno il risultato in quindici minuti. Il test deve essere sperimentato su vari gruppi di bambini di Milano per rilevare i casi sintomatici e asintomatici. Il pediatra potrà fornire qualsiasi informazione.

Sahalima Giovannini

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