

Tutti i genitori vorrebbero che gli alimenti offerti ai bambini fossero i più sani in assoluto, ma purtroppo non è sempre così: secondo l’ultima indagine dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, il 6,5% degli alimenti per bambini venduti in Europa contiene tracce di sostanze chimiche. Gli inquinanti maggiormente riscontrati sono i clorati e i composti del rame.
L’Efsa ha analizzato frutta, verdura e altri cibi in commercio nei Paesi europei, indagando anche prodotti destinati all’infanzia. La situazione non è preoccupante, ma sicuramente non è piacevole sapere che nel delicato organismo in crescita dei bambini sono presenti anche solo tracce di sostanze nocive. Ecco come si è svolta l’indagine. Nelle diverse nazioni europei l’ente ha esaminato 1641 tipi di alimenti, soprattutto cibi per lattanti, come il latte in polvere e prodotti a base di cereali. Si è scoperto per fortuna che il 91,7% – equivalente a 1505 campioni – dei cibi in questione non conteneva tracce di pesticidi. Residui di sostanze chimiche sono state reperite in circa il 6,5% dei campioni, anche se entro i limiti massimi di legge. Tra le sostanze gli esperti hanno rilevato composti del rame soprattutto nel latte in polvere, nei prodotti per lo svezzamento e nei prodotti per l’infanzia a base di cereali. Inoltre è stato riscontrato ione bromuro e derivati del cloro.
Ovviamente questo dato non significa perdere totalmente la fiducia nelle marche produttrici di cibi per l’infanzia, anche se è sicuramente bene offrire ai bambini alimenti sicuri, naturali e di provenienza biologica, a costo di impiegare più tempo a fare un passato di verdure casalingo o un frullato di frutta appena fatto. Gli ingredienti freschi contengono sicuramente più vitamine e minerali rispetto a un cibo confezionato giorni prima, mentre le varianti biologiche hanno un più elevato contenuto di antiossidanti naturali, tra il 20 e il 60% in più: come se il bambino consumasse una o due porzioni di frutta in più. I cibi biologici contengono inoltre più omega 3, acidi grassi polinsaturi che vengono definiti buoni perché hanno un effetto protettivo su cuore, circolazione e sistema nervoso. Uno studio del 2016 uscito sul British Journal of Nutrition, che ha passato in rassegna 196 lavori sui prodotti biologici, ha scoperto che carne e latticini prodotti con i sistemi bio contengono il 50% in più di omega 3 rispetto ai prodotti standard e una quantità inferiore di grassi.
Uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Research, ha dimostrato che una dieta ricca di alimenti biologici riduce in modo significativo i contenuti di sostanze chimiche non buone nell’organismo. I partecipanti allo studio per sei giorni hanno seguito una dieta tradizionale e per altri sei giorni un regime alimentare basato solo su prodotti biologici. Terminati i sei giorni di dieta biologica, è stata riscontrata una riduzione del 70% dei livelli di glifosato e dei suoi metaboliti nelle urine. Un risultato importante, soprattutto se si pensa che l’esposizione residenziale al glifosato è stata associata ad aumento di incidenza di disturbi dello spettro autistico, malformazioni cardiache nei bambini che vi siano stati esposti nella vita pre-natale.
Sahalima Giovannini
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