Vaiolo delle scimmie. Quali sono i rischi per i bambini

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Vaiolo delle scimmie. Quali sono i rischi per i bambini

vaiolo scimmie bambini

Tra i virus che circolano in questo periodo c’è anche quello del vaiolo delle scimmie, infatti, sta diventando un argomento sanitario sempre più serio. Gli Stati Uniti sono quasi verso una situazione di emergenza, mentre in Italia i contagi nell’ultima rilevazione, fine luglio 2022 erano 428. Secondo l’OMS, ci sono circa 18mila contagi in 78 paesi, con oltre il 70% dalla regione europea e il 25% dalle Americhe. Finora sono stati registrati cinque decessi e circa il 10% dei casi è ricoverato in ospedale. L’Unione Europea sta preparando due procedure per l’acquisto congiunto di nuove dosi di vaccino e del trattamento antivirale Tecovirimat.

Vaiolo delle scimmie, ma di cosa si tratta?

Il vaiolo delle scimmie è causato da una sottospecie di orthopoxvirus ed è considerato al momento di media gravità. La trasmissione si verifica attraverso il contatto diretto con la persona già infettata, quindi con le goccioline di saliva e di muco, con i rapporti sessuali e con lo scambio di oggetti personali dove sono presenti tracce di virus. Il vaiolo delle scimmie è un’infezione meno grave rispetto a quella umana e somiglia a una forma di varicella. I sintomi della malattia compaiono circa tre settimane dopo il contatto con la persona malata. Sulla pelle compaiono prima vescicole arrossate, che si trasformano in pustole e quindi in croste. Inoltre, si ha febbre superiore a 38 gradi, ingrossamento dei linfonodi, malessere generale, mal di testa. Nelle persone che godono di buona salute, di solito la malattia ha sintomi lievi e si risolve con riposo e assunzione di molti liquidi, oltre agli antipiretici. I soggetti con malattie preesistenti, soprattutto affette da Hiv, possono andare incontro a complicanze.

Quanto rischiano i  bambini  i più piccoli?

Sembrano protette dal rischio di contrarre il vaiolo delle scimmie le persone nate prima del 1981, anno in cui fu abolito il vaccino contro il vaiolo umano, ormai eradicato. Quelli che sono nati in seguito potrebbero correre un rischio maggiore, ma ci sono ancora poche certezze. I Centri per il controllo delle Malattie americane, l’OMS e gli enti sanitari nazionali stanno monitorando accuratamente la situazione per segnalare nuovi focolai e l’aumento di un eventuale rischio. Al momento, la possibilità che un bambino contragga il vaiolo delle scimmie è una possibilità piuttosto remota. Secondo le dichiarazioni dell’OMS Europa, più che con i vaccini l’emergenza si controllerà con il comportamento responsabile delle singole persone che dovranno segnalare al proprio medico la comparsa di eventuali sintomi compatibili con il vaiolo delle scimmie.

Sahalima Giovannini

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