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AIDS, nel mondo un contagio ogni due minuti

AIDS

Negli ultimi anni, l’allarme relativo al contagio per Aids ha perso di importanza sotto l’onda di altre malattie a trasmissione sessuale pericolosamente di ritorno, come la sifilide e la clamidia, oltre che per il fatto che lo sviluppo di nuovi farmaci ha di fatto reso la malattia cronica. Il contagio dell’HIV resta comunque un’infezione seria e soprattutto sottovalutata.

 

Un contagio ogni 120 secondi

Secondo i dati dell’Unicef, nel 2017 circa trenta adolescenti di età compresa tra i quindici e i diciannove anni sono stati contagiati dall’HIV ogni ora, quindi uno ogni due minuti. Di questi, due terzi sono femmine. Tra i dieci e diciannove anni, i morti sono stati circa 130mila, mentre 430.000 hanno contratto il virus dell’HIV. È quanto riferito dal rapporto –  Women: at the heart of the HIV response for children –  che offre numeri aggiornati sull’epidemia dell’AIDS, presentato alla conferenza di Amsterdam. Nonostante i progressi della medicina e le campagne che invitano a rapporti sessuali protetti, nel 2017 ci sono ancora circa 1,2 milioni di adolescenti che convivono con l’HIV. La diffusione dell’epidemia è causata da rapporti sessuali precoci, sono spesso vittime di violenze e a causa della povertà non riescono ad accedere a servizi di consulenza e di test riservati. L’obiettivo dell’Unicef è rendere le ragazze e le donne sicure economicamente anche grazie al lavoro, perché non siano costrette a ricorrere alla prostituzione per sopravvivere. Inoltre, l’obiettivo è trasmettere le informazioni giuste su come proteggersi dal contagio.

 

Un problema anche nel nostro paese

In Europa e in Italia la situazione non è così drammatica, ma anche nel nostro paese il problema è talvolta sottovalutato. Molte ragazze, per scarsa conoscenza dei metodi anticoncezionali o per paura di rivolgersi ai servizi sociali, si trovano a iniziare una gravidanza non desiderata, che a volte può portare a conseguenze drammatiche sul piano personale, nei rapporti con la famiglia e con il bambino stesso. Inoltre, i giovanissimi, pur avendo avuto un rapporto a rischio, evitano di effettuare il test per timore o vergogna, privando se stessi della possibilità di effettuare cure tempestive nel caso abbiano contratto la malattia. Inoltre, esistono rischi anche per quanto riguarda le altre malattie. La sifilide,  considerata a torto una malattia d’altri tempi, sta tornando a farsi sentire, così come altre malattie: condilomi, clamidia  e altre di cui spesso i giovani ignorano l’esistenza. È invece bene sapere che in ogni Azienda Sanitaria Locale sono attivi i centri di salute mentale, dedicati a qualunque fascia d’età. Alcune aziende, tuttavia, hanno realizzato centri rivolti proprio ad adolescenti e giovani adulti, ma la dicitura può variare a seconda delle ASL e delle città. Quindi è necessario recarsi alla ASL e chiedere dove ci si deve rivolgere per i servizi dedicati ai più giovani. Un servizio utilissimo e ancora poco sfruttato è il consultorio familiare, l’unico centro al quale è possibile rivolgersi per avere consulenze sulla contraccezione, prescrizioni di pillola anticoncezionale o del giorno dopo. Alcuni centri seguono i giovani anche dal punto di vista del sostegno psicologico. A volte sono i consultori stessi a fornire ai ragazzi indirizzi di altri centri specifici per il loro problema. Il tutto avviene nel più completo anonimato.

 

Lina Rossi

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