Adolescenti dal pediatra: i controlli anche quando stanno bene

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4 Novembre 2026

Adolescenti dal pediatra: i controlli anche quando stanno bene

adolescenti dal pediatra
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Ormai è grande, dal pediatra andiamo soltanto quando si ammala. È un pensiero comprensibile: con il passare degli anni, i controlli dei primi mesi sembrano lontani e gli appuntamenti medici si diradano. Eppure, durante l’adolescenza cambiano il corpo, le abitudini e il rapporto con gli altri. Una visita dedicata può aiutare a fare il punto sulla crescita e ad affrontare domande che difficilmente trovano spazio durante un’influenza. A richiamare l’attenzione sul tema è un approfondimento pubblicato l’8 ottobre dalla Società Italiana di Pediatria, che propone di rendere più sistematici i bilanci di salute anche nella preadolescenza e nell’adolescenza.

Cosa sono i bilanci di salute

Sono appuntamenti programmati di prevenzione: permettono al medico di valutare l’andamento della crescita, raccogliere informazioni sulle abitudini quotidiane e individuare eventuali aspetti da approfondire. L’articolo della SIP propone almeno quattro appuntamenti, a 8, 10, 12 e 14 anni. Si tratta di una proposta, non di un calendario già applicato uniformemente in tutta Italia. Come precisa l’approfondimento, i bilanci previsti dall’Accordo Collettivo Nazionale riguardano la fascia 0–6 anni; per le età successive, modalità e numero degli appuntamenti dipendono dagli accordi regionali. La prima indicazione pratica è quindi chiedere al proprio pediatra quali controlli siano disponibili e appropriati per il figlio.

Una visita che guarda alla crescita nel suo insieme

In base all’età e alla storia personale, il medico può valutare altezza, peso, andamento della crescita e sviluppo puberale, raccogliendo anche eventuali dubbi sui cambiamenti del corpo. C’è poi spazio per parlare di alimentazione, movimento e riposo, oltre che per verificare la situazione vaccinale. L’approfondimento della SIP richiama anche l’importanza della salute sessuale, della prevenzione degli incidenti e del riconoscimento precoce delle difficoltà emotive e comportamentali. Quando necessario, il pediatra può proporre una valutazione specialistica. Una visita preventiva non implica automaticamente una serie di analisi o di esami strumentali. Gli accertamenti vanno scelti dal medico sulla base della storia clinica, della visita e dei fattori di rischio individuali: non esiste un unico pacchetto adatto a tutti i ragazzi.

Anche scuola, amicizie e sonno riguardano la salute

Come va a scuola? Riesci a dormire? C’è qualcosa che ti preoccupa? Sono domande che possono trovare posto nella visita, insieme a quelle sui sintomi fisici. Il medico può chiedere come il ragazzo si senta con i coetanei, se abbia vissuto cambiamenti importanti o se disponga di un adulto di cui fidarsi. Per i genitori è utile preparare osservazioni concrete: Da alcune settimane si addormenta molto più tardi offre un punto di partenza più chiaro di Non si comporta più come prima. Conviene descrivere cosa è cambiato, da quanto tempo e quali conseguenze si osservano, lasciando al ragazzo la possibilità di raccontare la propria esperienza.

Lasciare al ragazzo uno spazio di parola

Durante l’adolescenza può essere utile dedicare una parte del colloquio al confronto diretto tra medico e ragazzo. Anche l’American Academy of Pediatrics invita a preparare questo momento e a raccogliere le domande che l’adolescente desidera porre. Il genitore conserva un ruolo importante: può fornire la storia clinica, esprimere le proprie preoccupazioni e sostenere le indicazioni concordate. Al tempo stesso, lasciare che il figlio risponda per primo lo aiuta a partecipare alla cura della propria salute. Il medico chiarirà come viene gestita la riservatezza e quali siano i suoi limiti, soprattutto quando emergono rischi per la sicurezza. Non va promessa una segretezza assoluta.

Come prepararsi all’appuntamento

Possiamo presentare la visita con una frase semplice: Facciamo il punto sulla tua crescita e puoi chiedere quello che vuoi sapere. Meglio evitare di usarla come minaccia dopo una discussione o come occasione per far rimproverare il figlio dal medico. Prima dell’incontro, proponiamo al ragazzo di annotare due o tre domande, anche sul telefono. Prepariamo inoltre l’elenco dei farmaci e degli eventuali integratori assunti, le informazioni sulle visite recenti e la documentazione utile. Una lista condivisa aiuta a non dimenticare gli argomenti da affrontare. Se nel frattempo compare un disturbo o una preoccupazione concreta, possiamo contattare il medico senza aspettare l’appuntamento programmato.

Crescere significa imparare a prendersi cura di sé

Una visita può diventare anche un piccolo esercizio di autonomia: descrivere un sintomo, chiedere una spiegazione, capire a cosa serve una terapia. Per favorirlo, possiamo lasciare che sia il ragazzo a iniziare il racconto, intervenendo poi per aggiungere le informazioni mancanti. Il messaggio da trasmettere è semplice: ci si può rivolgere al medico anche per capire come si sta crescendo e imparare a proteggere la propria salute.

Rosi Lina

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