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Il buon sonno allunga la qualità della vita

ciclo del sonno

Chi dorme non piglia pesci? Forse… ma in compenso è più sano e vive più a lungo. Dormire bene potrebbe infatti allungare la vita, mentre il sonno disturbato da frequenti risvegli notturni ed altri problemi legati al sonno, sono associati a maggior rischio di morte, soprattutto nei pazienti diabetici. Lo rivela un maxi studio che ha coinvolto mezzo milione di individui il cui stato di salute è stato monitorato per almeno nove anni.

Il rischio di insonnia e diabete

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Sleep Research e mette in relazione i disturbi del sonno durante la mezza età ad un aumentato rischio di morte, un po’ per tutte le patologie ma in modo specifico tra i diabetici. La ricerca è stata condotta presso la University of Surrey, in Inghilterra. Nello studio gli esperti hanno posto domande sulla qualità del sonno di ciascun partecipante e su eventuali problematiche, dall’ insonnia all’apnea notturna. Tutti i partecipanti sono stati monitorati per parecchi anni. Secondo gli esperti i medici dovrebbero prendere in seria considerazione i disturbi del sonno, al pari di altri fattori di rischio noti come sedentarietà e fumo e dovrebbero prendere in carico le persone con disturbi del sonno per mitigare il loro rischio complessivo di morte. Il diabete da solo è stato associato a un maggior rischio di morte del 67%. Tuttavia, il rischio dei soggetti diabetici che soffrono anche di frequenti problemi del sonno sale all’87%. È particolarmente importante quindi i medici che hanno in gestione le persone con diabete controllino attentamente anche la qualità del sonno proponendo cure appropriate.

Il cuore è più sano se il sonno è adeguato

Un corretto riposo mantiene più sano a lungo anche il cuore. Durante il sonno tutti andiamo incontro ad un rallentamento generalizzato del metabolismo ma soprattutto ad un rallentamento dell’attività cardiaca. Il battito del cuore rallenta, la pressione arteriosa diminuisce, con conseguente minore stress sulle arterie. Tutta l’attività cardiovascolare, quindi, subisce una sorta di riassestamento. Nelle persone soggette a insonnia, invece, questa importante forma di riposo forzato non si verifica. Il cuore e tutto l’apparato cardiocircolatorio sono quindi soggetti a una sorta di superlavoro che fa sì che non ci sia mai un lasso sufficientemente lungo di tempo per ricaricarsi. Tutto questo, con il tempo può esporre a un maggior rischio di disturbi cardiovascolari come infarto e ictus. L’insonnia, inoltre, provoca un aumento del cortisolo, ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, coinvolto nella capacità dell’organismo di rispondere allo stress. L’aumento del cortisolo provoca iperattività cardiaca e predispone alla depressione.

Un sano sonno ristoratore migliora le malattie

Il sonno è composto di due fasi: sonno non REM o profondo e sonno REM, la fase in cui si sogna. Durante la fase di sonno profondo l’organismo libera le citochine, sostanze che modulano la risposta immunitaria nei confronti delle malattie. Non a caso, quando una persona è ammalata avverte più intensamente la necessità di dormire: in questo modo il corpo riesce a produrre una maggiore quantità di queste cellule, in modo che gli agenti patogeni riescano a essere combattuti più efficacemente. Se una persona dorme poco o male, raggiungendo difficilmente le fasi del sonno profondo, viene prodotta una quantità troppo scarsa di citochine. La possibilità di ammalarsi è quindi più alta. Inoltre le persone insonni sviluppano una scarsa memoria immunitaria nei confronti di certi disturbi. È quindi possibile una ricaduta della stessa malattia già superata in passato. Infine, il buon sonno ristoratore lavora anche per portare via le informazioni inutili che possono affollare il nostro sistema cognitivo. per questo può essere considerato lo spazzino dei dati inutili.

Sahalima Giovannini

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