

Bambini di pochi mesi addormentati sotto l’ombrellone in spiaggia? Meglio di no, anche se sembrano al riparo dal sole diretto. E no anche ai piccoli di uno o due anni in riva al mare o in piscina a metà giornata. La protezione dal melanoma, il tumore della pelle sempre più diffuso, inizia proprio nella prima infanzia, proteggendo la pelle sia dal sole diretto sia dai raggi riflessi dal mare, sabbia e piscina.
Sono alcune delle raccomandazioni dell’Intergruppo Melanoma Italiano, che risponde con un no secco alla possibilità che i neonati stiano in spiaggia prima dei sei mesi di età, neanche se sistemati al riparo sotto l’ombrellone. A questa età è sconsigliato anche l’uso di filtri solari, essenziali più avanti ma che in questa fase possono ridurre la sintesi nella pelle della vitamina D. I neonati possono fare passeggiate, nei giardini o nei vicoli più freschi, ma sempre restando in ombra quando il sole è alto. Molta cautela va osservata anche tra i 6sei mesi e un anno: un bambino può andare in spiaggia o in piscina, ma solo fin alle 11.00 del mattino e nel pomeriggio dopo le 17,00. In generale fino almeno ai due-tre anni di età non è opportuno che un bambino stia al sole nelle ore centrali della giornata. Oltre al solare protettivo elevato, è bene che il piccolo indossi una maglietta in cotone chiaro, cappellino con visiera e se possibile occhiali da sole. Queste regole, poche ma essenziali, vanno osservate soprattutto adesso, dopo che in seguito al lungo lock down per il Covid-19 la voglia di stare all’aria aperta è tanta.
Se non si seguono le regole della corretta esposizione alla luce solare si rischia di abbassare le difese immunitarie con danni permanenti alle cellule. A farne le spese sono i più piccoli. Le scottature in età pediatrica sono un fattore rischio che predispone al melanoma, tumore maligno della pelle. I numeri parlano chiaro: secondo i dati della Campagna di sensibilizzazione IMI – Il Sole per Amico – si scotta ancora il 9,4% dei bambini. Non solo: se da un lato negli ultimi quindici anni è aumentato del 14,7% l’uso di creme solari, dal 71,1% all’85,8%, e dell’11,1%, dal 19,7% al 28,8%, l’uso della maglietta ogni volta che si sta al sole, dall’altro il cappello invece non viene considerato un mezzo di protezione tanto che è aumentato del 6,6% chi non lo usa mai, dal 20,9% al 26,5%. I bambini con gli occhi chiari o marrone/verde corrono un rischio solo lievemente più alto di bruciarsi al sole, ma l’eventualità cresce sensibilmente per chi ha più di venti nei sulle braccia e addirittura raddoppia per chi ha una pelle molto chiara rispetto a chi ne ha una scura. Per i bambini è sempre consigliata la protezione a schermo totale, ma è bene fare anche uso di magliette e altri indumenti protettivi, occhiali da sole compresi. In ogni caso, l’esposizione deve essere lenta e graduale, per un tempo limitato e sempre protetti.
Giorgia Andretti
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