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Emicrania, lockdown e irradiazione solare

Mesi di freddo e buio e, adesso che è arrivata la primavera, le restrizioni un po’ in tutta Italia a causa della pandemia del Covid-19 impediscono all’organismo di vivere in pienezza la luce e i colori della bella stagione. I bambini non sono immuni dai disturbi che questa situazione comporta, possono quindi essere soggetti a cefalea, soprattutto tenendo conto delle ore trascorse davanti a un monitor per seguire le lezioni a distanza. Poi, la mezz’ora che riescono a concedersi all’aperto non è sufficiente a permette loro di sfogare le energie e nemmeno di sintonizzare i ritmi circadiani sulle nuove esigenze esterne di luce e temperatura. Il risultato di tutto ciò può sfociare in una emicrania o mal di testa.

Un mal di testa e tanti fattori scatenanti

Se il mal di testa è frequente è bene parlarne con il pediatra ed eventualmente portare il piccolo presso un Centro per la cura delle cefalee, per una visita approfondita. È infatti necessario capire se il mal di testa è primario oppure se nasconde qualche disturbo che lo provoca, come ad esempio un semplice difetto visivo risolvibile con gli occhiali. Se invece il bambino è proprio soggetto a crisi di emicrania, i farmaci indicati sono quelli a base di paracetamolo, da assumere ai giusti dosaggi. Secondo gli esperti è però importante agire sugli aspetti comportamentali per migliorare l’effetto dei trattamenti farmacologici e ottenere buoni risultati in termini di qualità di vita, per godersi il tempo all’aperto e riuscire a seguire senza fastidi le lezioni telematiche. In particolare in primavera è importante che il bambino esprima le proprie emozioni con i genitori, cercando di spiegare le caratteristiche del dolore anche attraverso la stesura di un diario o anche con disegni. In questo modo è possibile capire meglio le cause del dolore, se possono essere scatenate da fattori ambientali o psicologici, impostando così uno stile di vita più sano.

Luce, colori, odori, stimolano il mal di testa o emicrania

L’irradiazione solare più intesa oltre alle variazioni di temperatura tipiche della stagione attivano la corteccia cerebrale che recepisce gli stimoli esterni e li trasforma in immagini e sensazioni. Il cervello, ma soprattutto il nervo cranico del Trigemino sottoposto ad un’eccessiva stimolazione ambientale può rilasciare delle sostanze che causano un’infiammazione dolorosa nei vasi sanguigni cerebrali e nelle membrane che lo ricoprono: le meningi. L’infiammazione causa cefalea pulsante, nausea, vomito e sensibilità alla luce e ai rumori. Il mal di testa è tra moderato e severo, spesso localizzato solo su metà del capo, coinvolgendo l’orbita dell’occhio e preceduto talvolta da aura, lampi di luce che compaiono davanti agli occhi o visione deformata in linee a zig-zag. Esporsi ai fattori ambientali quando si è poco abituati potrebbe scatenare le crisi, ma il sistema nervoso deve abituarsi ai nuovi ritmi. È quindi bene far indossare ai bambini un paio di occhiali da sole e un cappello con visiera che filtri la luce in eccesso in modo che i raggi non siano troppo intensi ma riescano comunque a stimolare gli ormoni del benessere, come la serotonina e le endorfine. Inoltre, i bambini dovrebbero bere sempre una quantità sufficiente di acqua, perché tutte le cellule del nostro corpo disidratate reagiscono più intensamente agli stimoli. Infine, i bambini dovrebbero sempre fare una buona colazione, cosa che spesso non succede per colpa della didattica a distanza. Tutto questo provoca una carenza di minerali, vitamine e soprattutto di zuccheri così da rendere ancora più sensibili le cellule nervose già iperattive. È quindi essenziale iniziare la giornata con un liquido caldo, una spremuta o un po’ di frutta fresca, dello yogurt e un alimento dolce o salato a seconda delle preferenze del bambino.

Lina Rossi

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