Il ritorno del ciclo mestruale dopo il parto

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Il ritorno del ciclo mestruale dopo il parto

La ricomparsa del flusso mestruale dopo la nascita del bambino è meglio conosciuta come: capoparto. Per le donne che non allattano al seno, il capoparto compare anche dopo solo un mese o un mese e mezzo dal parto. In questo caso, le perdite possono venir confuse con le lochiazioni, le perdite di ematiche che si verificano per alcune settimane dopo la nascita del piccolo, rappresentano gli ultimi residui del contenuto uterino. Nelle neomamme che allattano, invece, le mestruazioni possono presentarsi più tardi, anche diversi mesi dopo il parto. In ogni caso, è bene avere in casa una scorta di assorbenti igienici per ogni necessità, meglio se di formato grande.

Come comportarsi

Il capoparto in genere è più abbondante rispetto al ciclo mestruale della prima gravidanza e può durare anche otto – dieci giorni. Spesso il ciclo si presenta senza i segni premonitori a cui si era abituate prima della gravidanza, come mal di testa, nervosismo, ritenzione idrica e dolore al seno. Questo succede perché i livelli ormonali non sono ancora definitivamente normalizzati. Nel giro di qualche mese la situazione tornerà quella di prima. Non occorre fare nulla di particolare, se non osservare, come prima, una igiene intima particolarmente accurata. Si può, anzi si deve, continuare ad allattare il bambino. Durante quei giorni la quantità di latte può risultare leggermente ridotta e la presenza di ormoni femminili nel latte materno può causare al piccolo lievi disturbi digestivi, come evacuazioni più frequenti e irritabilità, sono però limitati a due o tre giorni, quindi si risolvono autonomamente. Il latte, tra l’altro, non assume un sapore spiacevole: può risultare appena più salato per la diversa concentrazione di sodio, cloro e altri oligoelementi in circolo nel sangue della mamma, ma risulta comunque gradito al bebè.  In presenza di crampi o dolori è possibile assumere un po’ di paracetamolo, il farmaco  non  è nocivo al bambino, l’importante è non eccedere con le dosi.

Attenzione ai rapporti sessuali

È necessario prestare attenzione ai rapporti sessuali, perché la comparsa del flusso indica che le ovaie sono nuovamente in funzione ed è quindi possibile andare incontro a una seconda gravidanza, anche se si sta allattando al seno. L’allattamento non va mai considerato come metodo anticoncezionale.

 È vero che la prolattina – l’ormone che favorisce la secrezione lattea e che dovrebbe bloccare l’ovulazione – è molto elevato, ma è sufficiente saltare una delle poppate della giornata per indurre le ovaie a lavorare nuovamente. Questo avviene anche se non sono ancora comparse le mestruazioni. Di conseguenza, se non c’è l’intenzione di avere subito un altro bambino, è opportuno prendere provvedimenti sicuri e alternativi alla pillola.  Se la donna non allatta, si può anche ricorrere alla pillola, comoda e sicura. Se, invece, il bambino viene allattato al seno è bene evitare l’assunzione di ormoni, anche se le versioni di pillole disponibili oggi ne contengono quantità molto limitate. È preferibile scegliere un sistema barriera come il profilattico, il diaframma o la spirale abbinata a spermicida. Il ginecologo saprà consigliare il metodo più adatto.

Sahalima Giovannini

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