Farmaci antidolorifici quando e perché prenderli

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Farmaci antidolorifici quando e perché prenderli

Un forte mal di testa, nevralgie, crampi addominali da ciclo o dolori muscolari da crescita, sono sicuramente eventi dolorosi che impediscono di vivere con serenità il programma giornaliero. Di certo una pillola potrebbe far scomparire il fastidio, ma prima di prendere un antidolorifico è bene sapere sempre cosa si sta prendendo e quali effetti collaterali potrebbero esserci, anche se è il farmacista che ci ha suggerito quel tale rimedio, comunque è sempre bene leggere l’etichetta e seguire le indicazioni prima di assumere qualsiasi farmaco.

Gli analgesici più comuni

I farmaci liberatori del dolore possiamo dividerli in due classi principali:

  • Paracetamolo o acetaminofene funziona come riparatore del dolore e febbre, è indicato per tosse e/o il raffreddore nei bambini e nei dolori di crescita, con molta precauzione perché può avere effetti nocivi sul fegato. Considerato che molte preparazioni farmaceutiche per bambini possono contenere anche l’acetaminofene, è bene fare un bilancio giornaliero di quanta sostanza può essere assunta, infatti la tossicità epatica potrebbe verificarsi, quindi: considerata la tossicità epatica, è bene non superare il valore complessivo di farmaco somministrato considerato che l’overdose tossica è pari a 150mg/Kg;
  • farmaci antinfiammatori non steroidei, conosciuti anche come FANS, la loro azione avviene attraverso l’inibizione delle prostaglandine, le molecole coinvolte nei processi infiammatori. Tra queste molecole ritroviamo: l’ibuprofene il quale blocca l’attività degli enzimi ciclossigenasi Cox-1 e Cox-2. È per questo attivo sui dolori muscoloscheletrici come il torcicollo, i dolori traumatici come le contusioni, le distorsioni e gli strappi muscolari e quelli del post-partum. L’Aspirina o acido acetilsalicilico, questa molecola è specificamente vietata ai minori di anni sedici ed ai pazienti di peso inferiore a 40 kg, inoltre la raccomandazione è di non assumere il farmaco durante l’allattamento.
  • Il naprossene sodico non deve essere assunto insieme ad altri farmaci antidolorifici ed interferendo sul ciclo del sonno può dare sonnolenza è per questo è necessario fare molta attenzione alla guida di macchine ed è sconsigliato in gravidanza e allattamento.

Tutte le molecole sopra esposte sono di aiuto per alleviare il dolore e ridurre la febbre, possono essere assunti sotto forma di compresse, capsule, confezioni in gel e sciroppi.

Gravidanza e sollievo dal dolore

Nello stato di gravidanza, quasi tutto ciò che si assume entra nel circolo sanguigno e quindi inevitabilmente raggiunge anche il feto. I farmaci FANS non sono raccomandati, soprattutto durante il terzo trimestre di gravidanza, a causa di un aumentato rischio di complicanze per il neonato. In caso di dolore è bene consultare il ginecologo per valutare il motivo del dolore. Potrebbero funzionare bene rimedi alternativi come un massaggio o un bagno tiepido per il mal di schiena. Prima di prendere qualsiasi analgesico, consultare sempre il ginecologo per essere certe di non alterare la sicurezza per entrambi: mamma e bambino.

L’età può influire sulla sicurezza degli analgesici

Anni fa, i genitori spesso davano ai loro figli aspirina per la febbre e le malattie da raffreddamento, oggi ne sappiamo molto di più ad esempio che esistono patologie rare in cui l’aspirina non andrebbe mai data a bambini e adolescenti. E di fatto non si può dare sotto i sedici anni. I bambini possono invece assumere tranquillamente ibuprofene e paracetamolo, purché il dosaggio sia giusto per la loro età e peso. Anche gli anziani dovrebbero usare cautela quando assumono antidolorifici, perché potrebbero avere maggiori probabilità di sviluppare effetti collaterali.

Analgesici: possibili controindicazioni

Molti farmaci, compresi gli antidolorifici, contengono avvertenze sul consumo di alcol, posso creare un potenziamento del farmaco. Leggere sempre l’etichetta con attenzione e seguire le istruzioni. La stessa cosa vale se si stanno assumendo farmaci per l’ipertensione: possono aumentare la pressione sanguigna in queste persone. Alcuni antidolorifici come l’ibuprofene e il naprossene sodico, possono essere irritanti per il rivestimento dello stomaco, causando ulcere e sanguinamento o aggravare il disturbo per chi ha già un problema. Se è quest’ultima una condizione già in atto è bene proteggere lo stomaco assumendo la dose più bassa possibile per il più breve tempo possibile e assumerli sempre in contemporanea ai pasti principali, e comunque non andrebbero mai presi per più giorni consecutivi, in questo caso è bene sempre consultarsi con il proprio medico di famiglia. E comunque questi antidolorifici non sono raccomandati per le persone con malattie renali, insufficienza cardiaca o cirrosi.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Responsabile Scientifico Guidagenitori.it

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