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Adolescenti, sempre più dipendenti dai social

dipendenza dai social

La richiesta arriva da parte dei genitori: dottoressa chiamo per mio figlio, la scuola sta iniziando e… non ha terminato i compiti, passa la notte intera sveglio sul cellulare e, quando terminano i giga a sua disposizione, pretende il nostro cellulare. A nulla vale il suggerimento ai genitori di non concedere il loro device: non possiamo, abbiamo provato, il risultato sono calci, spinte e sputi… veniamo definiti dei mostri da sterminare.  Ovviamente sono parole e comportamenti inaccettabili da parte di ragazzi adolescenti, parliamo di ragazzi tra i 12 e 16 anni. Le regole per l’utilizzo dei social sono sempre più necessarie per tanti motivi, non solo per il benessere dei ragazzi ma anche per il benessere della nostra Terra.

La tendenza a stare sui social è stimolata da cosa guardano

Il panorama dei social è sempre più popolato dalle new entry, uno di questi è Twitch, una piattaforma con servizio streaming per ascoltare e vedere in diretta TV: giochi e chiacchiere a ruota libera. La piattaforma può essere utilizzata in proprio, ovvero attivare uno spezio a proprio nome o essere uno spettatore al seguito con possibilità di intervenire in diretta. A dare la conferma di quanto sia utilizzato il servizio lo sostiene Rainmaker, un servizio di analisi social, la piattaforma nel 2021 ha fatto registrare circa 24 miliardi di ore visualizzate, con un aumento di circa il 45%. Il numero degli utilizzatori della piattaforma cresce giorno su giorno. Ciò che coinvolgere gli utilizzatori dei video social sembra essere la ritualità o routine come meglio la si vuol definire, quello che invece emerge all’ombra della ritualità è il comportamento ossessivo stimolato dalla ripetizione dei video. Qualche mese fa ne abbiamo parlato a proposito dei video circolanti sulla piattaforma TiKTok. La ritualità può trasformarsi facilmente, nei soggetti predisposti, in comportamento compulsivo, bisogno impellente a ripetere la visione o ripercorrere lo stesso gioco all’infinito senza riuscire a trovare la via dello stop.

Il paradosso del sentirsi parte della comunità in isolamento

Quando chiedo ai miei ragazzi cosa fa sentire loro attratti da queste piattaforme, la loro risposta è: sono parte di una comunità! Sono lì, insieme ad altri utenti a guardare e ascoltare senza sosta quello che l’influencer seguito fa nella sua stanza, la musica che ascolta, come gioca con il suo cane o quello che scarabocchia su un foglio. Più le azioni si ripetono è più si è impossibilitati ad uscirne fuori, è come una sorta di calamita che tiene attratti allo schermo del cellulare aperto sulla piattaforma del momento, un vortice che stringe sempre più. Non aprire l’applicazione è come avere un appuntamento con gli amici sul muretto e saltare l’incontro, non è possibile. Altra attività che spesso mi viene riferita è la realizzazione di un video con la creazione di personaggi cartoon, sembrerebbe richiesta dagli insegnati. In realtà ci sono dei siti che si prestano, uno di questi è – animaker – con la possibilità di realizzare dei mini video, indubbiamente è un’attività stimolante, ma è anche un’attività che occupa tantissimo tempo anche in questa, con difficoltà si riesce a dare uno stop. Ciò che può sembrare un’attività per apprendere si trasforma in una trappola che costringe a restare rinchiusi nella storia da sviluppare.

A cosa i genitori devono prestare attenzione

Gli adolescenti hanno bisogno di essere seguiti sempre , questo significa che i genitori hanno il dovere di far rispettare le regole della buona convivenza prima di tutto con la propria presenza, devono infatti mostrarsi  come modello di riferimento da imitare con le buone prassi, quindi:

  • limitare il tempo di utilizzo dei device soprattutto nei minori dei 14 anni, sono disponibili app per tenere sotto controllo il tempo passato davanti allo smartphone, sarà più complicato con i ragazzi tra i 14 e i 16 anni ma è bene non demordere e vigilare;
  • stabilire zone della casa – No Smartphone Zone – stanze dove il cellulare non è ammesso: stanza da letto, bagno e al momento dei pasti;
  • disattivare la rete Wi-Fi di casa dalle 22,00 alle 7,00 del mattino;
  • proporre alternative al cellulare: affidare ai ragazzi piccoli compiti manuali per veicolare l’attenzione su qualcosa di costruttivo da realizzare concretamente senza telefonino.

I web è il quarto stato ad inquinare il mondo, non dimentichiamolo!

I social, la rete e tutto quanto connesso alla rete rappresenta il quarto inquinatore al mondo per consumo energetico dopo la Cina, l’India e gli USA. I dati del 2019 fanno rilevare una produzione di 1.850 milioni di tonnellate di CO2, considerato che la pandemia ha dato libero spazio all’utilizzo del Web tra riunioni, DAD, mail e social, c’è da immaginare che il valore si sia più che quadruplicato. Motivo in più per limitare l’utilizzo dei social, se davvero la nostra Terra ci sta a cuore. Un solo esempio l’invio di una semplice mail consuma 20 grammi di CO2, per questo motivo il Ministro della Transizione ecologica ha inviato a limitare l’utilizzo dei social.

Dottoressa Rosalba Trabalzini

psichiatra, psicoterapeuta CBT, laureata in psicologia clinica

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