Pronto soccorso in vacanza e per chi resta a casa

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Pronto soccorso in vacanza e per chi resta a casa

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Quando si è in vacanza con i propri bambini ci si aspetta solo relax e divertimento. Anche con le maggiori attenzioni possibili, però, alcuni imprevisti vanno messi in conto. È bene, per sicurezza, avere a portata di mano il numero di un centro antiveleni, di un medico turistico della zona e sapere dove si trova il pronto soccorso più vicino. Fortunatamente i piccoli imprevisti possono essere tenuti sotto controllo anche da soli.

 

Il colpo di calore: il bambino è stato troppo al sole o al caldo, in un ambiente afoso e poco aerato e ha bevuto poco. Avverte mal di testa, vertigini, suda e tende a perdere i sensi. Va quindi fatto sdraiare in un luogo fresco e ombroso, gli va proposta acqua fresca con un poco di zucchero o aggiunta di succo di frutta e va rinfrescato con impacchi sul corpo.

 

Tagli e ferite: la ferita va lavata con abbondante acqua corrente pulita e possibilmente lavata con sapone. Va disinfettata con un liquido sterile non alcolico e protetta con una garza, non usare il cotone idrofilo. Se è di piccola entità può essere protetta con un cerotto specifico per stimolare la rimarginazione dei tessuti. Se invece è piuttosto ampia e sanguina è meglio rivolgersi a un medico. Lo stesso discorso vale se la ferita è stata provocata da un oggetto sporco di terra o di ruggine, oppure da un morso di animale. Potrebbe essere opportuno ripetere la vaccinazione antitetanica ed effettuare l’antirabbica o una profilassi antibiotica.

 

La puntura di insetto. Per le semplici zanzare o pappataci sarebbe meglio usare un prodotto repellente specifico per bambini, ma se si è stati già punti basta una pomata antiprurito. È bene tagliare le unghie al bambino e tenerle ben pulite, in modo che grattandosi non si lesioni la pelle causando infezione. Per le punture di api, vespe, calabroni, tafani, c’è il rischio di shock anafilattico: se la persona fatica a respirare, perde i sensi e assume colorazione bluastra in viso va portata al pronto soccorso e gli va effettuata la somministrazione di adrenalina. Negli altri casi, ossia se una persona non è allergica, basta una pomata specifica e una borsa del ghiaccio in zona.

 

L’attacco della medusa. Nei nostri mari le meduse non sono pericolose o velenose, ma dolorose sì, soprattutto per i bambini. Vale il consiglio di evitare di entrare in acqua se il pericolo è segnalato. Se poi si è urticati, è bene lavare la zona con abbondante acqua di mare, possibilmente calda. Non occorre applicare aceto o ammoniaca. Se la zona urticata è vasta o il bambino è piccolo è il caso di chiamare il medico. Se ci si è feriti con un riccio, l’aculeo va estratto con una pinzetta pulitissima e la zona va disinfettata: se non si è certi di poterlo fare, meglio andare da un medico.

 

Il dolore alle orecchie.  Il male alle orecchie può essere otite media se il bambino ha avuto, anche in estate, febbre o raffreddore. In questo caso la diagnosi è medica e occorrono antibiotici. Se invece il piccolo non ha avuto infezioni alle vie respiratorie, ma ha preso freddo alla testa oppure fa lunghi bagni andando “sotto” anche con le orecchie, è probabilmente otite esterna. Si chiede al farmacista un prodotto in gocce specifico, antinfiammatorio, si instillano due gocce nell’orecchio dolorante e si lascia il piccolo sdraiato, con l’orecchio protetto da un panno caldo.

 

Ustione, frattura, folgorazione.

Sono le emergenze più serie: il consiglio è di non muovere la persona ma chiamare subito i soccorsi. Nel caso di folgorazione, se non c’è battito cardiaco bisognerebbe mettere in atto le compressioni toraciche e le insufflazioni per sapere come fare vedere qui.

 

Sahalima Giovannini

 

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