Fulmini estivi: come proteggerci dai temporali durante le vacanze

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Fulmini estivi: come proteggerci dai temporali durante le vacanze

fulmini estivi
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L’estate è sinonimo di giornate all’aria aperta, escursioni in montagna, passeggiate nei boschi, vacanze al mare e gite in barca. È anche la stagione dei temporali improvvisi, sempre più frequenti e intensi a causa dei cambiamenti climatici. Le elevate temperature favoriscono infatti la formazione di celle temporalesche che possono svilupparsi molto rapidamente, sorprendendo escursionisti, bagnanti e sportivi. Essere colpiti da un fulmine rimane un evento raro, ma non impossibile. Ogni anno in Italia si registrano ancora vittime e numerosi feriti. La maggior parte degli incidenti avviene perché si sottovalutano i segnali del maltempo oppure si adottano comportamenti sbagliati. Le più recenti raccomandazioni degli esperti di medicina d’emergenza, della protezione civile e delle società internazionali che si occupano di sicurezza in ambiente naturale concordano su un principio fondamentale: il modo migliore per evitare un incidente è cercare riparo prima che il temporale arrivi.

Riconoscere i segnali del temporale

Un temporale raramente arriva senza preavviso. Il cielo diventa rapidamente più scuro, aumenta il vento, la temperatura si abbassa improvvisamente e compaiono grandi nubi nere a sviluppo verticale. Non bisogna aspettare le prime gocce di pioggia o il primo tuono. Se si avvertono tuoni, significa che il fulmine è già abbastanza vicino da rappresentare un potenziale pericolo. Una semplice regola può aiutare: se tra il lampo e il tuono passano meno di 30 secondi, il temporale è sufficientemente vicino da richiedere un riparo immediato. È prudente attendere almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di riprendere le attività all’aperto.

Dove rifugiarsi

Il luogo più sicuro è un edificio chiuso, dotato di impianto elettrico e idraulico. Anche un’automobile con tetto rigido in metallo rappresenta un buon rifugio. La protezione non deriva dalle gomme, come spesso si pensa, ma dalla carrozzeria metallica, che funziona come una gabbia di Faraday, convogliando la corrente verso il terreno. Durante il temporale è consigliabile tenere i finestrini completamente chiusi ed evitare di toccare parti metalliche dell’abitacolo. Non offrono invece una protezione adeguata le auto decappottabili con capote in tela, le motociclette, le biciclette, le tende da campeggio, i gazebo e le tettoie aperte.

Mai sotto un albero o in acqua

Uno degli errori più pericolosi è cercare riparo sotto un albero isolato. Gli alberi alti rappresentano infatti uno dei bersagli preferenziali dei fulmini e la corrente può propagarsi anche alle persone vicine. Altrettanto rischioso è rimanere in mare, in piscina, in un lago o in un fiume. L’acqua conduce molto bene l’elettricità e aumenta notevolmente il rischio di folgorazione. Appena si avverte l’arrivo del temporale è quindi necessario uscire immediatamente dall’acqua e raggiungere un edificio o un’automobile. Chi si trova in barca dovrebbe rientrare al porto appena possibile oppure rifugiarsi sottocoperta, evitando di restare sul ponte.

In montagna serve prudenza

Molti incidenti avvengono durante escursioni estive. Per questo motivo è consigliabile partire nelle prime ore del mattino, quando il rischio di temporali è generalmente più basso, consultando sempre le previsioni meteorologiche prima della partenza. Se il temporale sorprende durante un’escursione bisogna abbandonare immediatamente creste, cime, ferrate e punti panoramici, evitando anche pareti rocciose isolate, torrenti e piccoli corsi d’acqua. Gli oggetti metallici come bastoncini da trekking, piccozze, ombrelli, canne da pesca o mazze da golf dovrebbero essere appoggiati a una certa distanza dal punto in cui ci si ripara.

Se non esiste alcun riparo

Quando non è possibile raggiungere un luogo sicuro bisogna ridurre il più possibile il contatto con il terreno. Gli esperti consigliano di accovacciarsi con i piedi uniti, mantenendo la testa bassa e le mani sulle ginocchia, evitando di sdraiarsi completamente. Se si è in gruppo è preferibile mantenere una distanza di alcuni metri gli uni dagli altri, così da ridurre il rischio che un’unica scarica coinvolga più persone contemporaneamente.

Come soccorrere una persona colpita

Contrariamente a un luogo comune ancora molto diffuso, una persona colpita da un fulmine non conserva alcuna carica elettrica e può essere toccata senza pericolo. La prima cosa da fare è chiamare immediatamente il 112, indicando con precisione il luogo dell’incidente. Se la persona è incosciente e non respira normalmente, bisogna iniziare subito la rianimazione cardiopolmonare con compressioni toraciche, seguendo le indicazioni dell’operatore della centrale di emergenza fino all’arrivo dei soccorsi. Le ustioni visibili sono spesso limitate, ma il fulmine può provocare gravi alterazioni del ritmo cardiaco e danni neurologici che richiedono un trattamento immediato. La maggior parte degli incidenti legati ai fulmini è evitabile:

  • Informarsi prima di partire.
  • Controllare il meteo.
  • Interrompere le attività all’aperto ai primi segnali di temporale.
  • Sapere dove trovare un riparo.

Sono comportamenti semplici che possono fare la differenza. In vacanza, come nella vita di tutti i giorni, la prudenza rimane sempre la migliore forma di protezione.

Rossi Lina

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