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Piscine private, tanti i rischi in agguato

Le piscine in giardino riparano dai rischi di Covid-19, ma vanno messe in sicurezza perché il rischio di incidenti e annegamento è in agguato. Vediamo le regole da non disattendere

Quella del 2020 passerà alla storia come l’estate delle piscine private, lo dicono già i numeri relativi alle vendite: piscine da giardino o da terrazzo, più o meno grandi, ma rigorosamente private, sono più che quadruplicate secondo i dati delle vendite online. Il rischio di contagio da Coronavirus quest’anno spinge a evitare i luoghi affollati e molti attrezzano un angolo del giardino o del terrazzo dove prendere il sole, rilassarsi e far giocare i bambini. Le piscine private però, rispetto a quelle pubbliche, non godono della sicurezza di un bagnino attento e quindi i bambini si aggirano soli vicino all’acqua.

Annegamento, rischio elevato per le piscine private

Un primo rischio che si può correre in piscina, se non si prestano le dovute attenzioni, è l’annegamento. Le piccole piscine private, che si trovano nei giardini di ville e abitazioni singole, paradossalmente sono quelle che comportano un pericolo più elevato. Troppo spesso, infatti, si pensa alla piscina esclusivamente come a un’occasione di divertimento e di refrigerio, senza tenere in debito conto il pericolo. Un bambino piccolo, non adeguatamente sorvegliato, può invece rischiare l’annegamento anche nei venti centimetri d’acqua delle piccole piscine gonfiabili sistemate nei giardini e sui terrazzi. A maggior ragione è importante prestare attenzione alle piscine interrate o in quelle sopraelevate, che contengono una notevole quantità d’acqua. Nel mondo, l’annegamento è la terza causa di morte per i bambini di età compresa tra uno e cinque anni, soprattutto negli Stati Uniti, secondo quanto riportato dai Centers for Disease Control and Prevention. In Italia l’incidenza delle morti per annegamento sotto i cinque anni è bassa, probabilmente a causa della minore diffusione delle piscine private. A maggior ragione è necessaria riporre la massima attenzione se si decide per una piscinetta gonfiabile.

Attenzione ai bambini piccoli in piscina

È sconsigliabile costruire una piscina nel proprio giardino se si hanno bambini di età inferiore ai cinque anni o che, comunque, hanno una scarsa dimestichezza con l’acqua. I piccoli infatti si possono avvicinare in un momento di distrazione dei genitori. Per sicurezza, la piscina dovrebbe essere dotata di una recinzione chiusa a chiave, inaccessibile ai più piccoli. Se non si dispone di una recinzione, da far installare appena possibile, è essenziale sorvegliare il bambino e non lasciarlo mai avvicinare alla piscina. Andrebbero rimossi giocattoli o galleggianti che potrebbero attirare l’attenzione del bambino e spingerlo a sporgersi per afferrarli. Una buona norma è far indossare ai bambini piccoli i braccioli ben gonfi o i giubbotti salvagente. Così che, se il bambino dovesse cadere in acqua, anche senza intenzionalità, il galleggiare lascia tutto il tempo per attirare l’attenzione e portarlo fuori dall’acqua.  I bambini piccoli vanno sempre tenuti d’occhio, sia nelle piscine private sia in quelle pubbliche: la presenza di un bagnino non diminuisce la responsabilità dei genitori, che devono controllare da vicino i figli fino agli otto anni di età, anche seguendoli nelle piccole vasche presenti per i piccoli di più tenera età.

Giorgia Andretti

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