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Compiti delle vacanze, come organizzarsi

I compiti estivi non sono mai molto amati dai bambini e forse negli anni scorsi molti genitori hanno chiuso un occhio: in fondo i piccoli sono reduci da tanti mesi di scuola e altrettanti li attendono, ecco perché spesso il lavoro estivo veniva trascurato. Altre volte genitori e nonni volenterosi davano una mano nel terminare il tema, le operazioni di matematica, la lettura del libro. Quest’anno le cose devono cambiare, è importante che i bambini si occupino personalmente dei compiti delle vacanze.

Perché questa estate occorre più impegno

L’estate 2020 sarà diversa da tutte le altre. Bambini e ragazzi hanno smesso di frequentare la scuola vis-a-vis dai primi di marzo, le lezioni sono state tutte online. È stato certamente un modo per non restare indietro con il programma e per mantenere i contatti con i compagni di classe, ma certamente le lezioni frontali sono cosa ben diversa. È più facile perdere la concentrazione, distrarsi dal video, fingere di seguire le parole dell’insegnante ma lasciare correre altrove i pensieri. A parte i più volenterosi e maturi, la gran parte dei nostri ragazzi sono arrivati alla fine dell’anno con qualche probabile lacuna. D’altra parte, se è faticoso per i genitori lavorare in smart-working da casa, possiamo capire quanto lo sia per i giovanissimi. Se non ci si impegna un poco questa estate, il rischio è che la mole di lavoro, a settembre, in una situazione ancora complessa e tutta da definire, sarà veramente difficile da affrontare.

Il ruolo dello studio individuale

È essenziale che le famiglie e i bambini capiscano che questa estate lo studio individuale è ancora più importante che in altri momenti della vita. È un’occasione unica per colmare lacune che qualcuno si sarà portato dietro e che potrebbero rendere più impegnativa la ripresa e causare difficoltà con l’anno nuovo. Per questa ragione, visto che ci sono davanti ancora due mesi almeno prima che riaprano le scuole, è essenziale organizzarsi per studiare un po’ ogni giorno, per un lasso di tempo che può variare a seconda della scuola frequentata. I bambini dovrebbero riuscire a svolgere il lavoro da soli, i genitori quando possibile dovrebbero assicurarsi che i figli stiano rispettando un piano di studio regolare. Non dovrebbero svolgere i compiti al posto loro, ma essere eventualmente disponibili per approfondire qualche aspetto che i bambini non riescono a comprendere.

Una tabella di marcia ben organizzata

Non esiste un orario migliore di un altro per lo studio: qualcuno preferisce fare i compiti subito dopo colazione, prima di andare in spiaggia o a passeggiare. Altri si trovano meglio a lavorare un po’ prima del pasto di mezzogiorno, oppure subito dopo. Il nostro consiglio è utilizzare i momenti in cui la mente è più fresca, quindi dopo un sonnellino, oppure verso il tardo pomeriggio dopo aver giocato all’aperto. Le ore in cui ci si sente più svegli e attivi dovrebbero essere dedicate alle materie più impegnative, quelle che si studiano meno volentieri, al contrario i momenti in cui si è più stanchi possono essere dedicati alle materie più congeniali alla personalità dei ragazzi. Prima di coricarsi la sera, oppure nel momento della sonnolenza dopo il pasto, si dovrebbe dedicare un po’ di tempo alla lettura di un buon libro, uno di quelli consigliati a scuola oppure scegliendoli tra quelli suggeriti dalla nostra redazione. Una alternativa per imparare in modo del tutto personale è dedicare un po’ di attenzione al luogo in cui si è in vacanza, eventualmente stendendo una piccola ricerca: sulla fauna marina, sulla vegetazione della montagna, campagna o lago, sulle bellezze artistiche della propria città, magari visitando un piccolo museo. Imparare infatti non significa solo studiare dai libri, ma anche osservare quello che accade attorno a sé.

Giorgia Andretti

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