quadrucci con fave
Il nostro menù del giorno 15_10_2021
15 Ottobre 2021
halibut
Il nostro menù del giorno 18_10_2021
18 Ottobre 2021

Mangiare bene aiuta la crescita psico fisica

cibo sano in tavola

Tra le scelte alimentari e il benessere psico fisico c’è un legame evidente, fin dai primi anni di vita. Lo dimostra una ricerca basata sui dati di circa novemila studenti di cinquanta scuole inglesi, secondo la quale i bambini e i ragazzi che seguono un’alimentazione sana, ricca di frutta e verdura, hanno una migliore salute mentale. Correggere e migliorare il proprio stile alimentare, insomma, potrebbe aiutare ad arginare il disagio che molti giovanissimi vivono ogni giorno. La nostra dott.ssa Rosalba già qualche anno fa aveva posto l’attenzione sulla psichiatria nutrizionale, non a caso!

Mente più sana con il cibo genuino

I ricercatori hanno analizzato i dati di 7.570 bambini della scuola secondaria e di 1.253 bambini della scuola primaria nel Norfolk, in Gran Bretagna. È stata esaminata l’associazione tra fattori nutrizionali e benessere mentale, il quale è stato valutato attraverso test che hanno riguardato l’allegria, i momenti di relax e rapporti interpersonali. È stata così trovata una forte associazione tra alimentazione sana e punteggi di benessere più alti. Un maggiore consumo di frutta e verdura era significativamente associato a un maggiore benessere. Inoltre, coloro che non mangiavano a pranzo avevano punteggi di salute mentale inferiori così come quelli che saltavano la colazione. Secondo gli esperti, la corretta alimentazione rappresenta un importante obiettivo di salute pubblica per le strategie per affrontare il benessere mentale dell’infanzia.

Per energia e benessere vitamine dalla frutta, vegetali e legumi

Per vincere stanchezza e scarsa concentrazione, per esempio, servono vitamine del gruppo B, chiamate anche “vitamine energetiche”, perché non forniscono direttamente energia ma attivano i meccanismi biologici che aiutano l’organismo a utilizzare in modo adeguato i nutrienti, trasformando il cibo in energia. Inoltre le vitamine del gruppo B, soprattutto la B3, precorre la formazione di serotonina, un neurotrasmettitore che regola gli impulsi nervosi donando serenità ed equilibrio. Quindi, se mancano, un ragazzino può sentirsi stanco, debole, privo della necessaria motivazione nello studio e nello sport. Queste sostanze si trovano in legumi, frutta secca, lievito di birra, nei derivati dell’alveare, polline e pappa reale, nel germe di grano e, ovviamente, tutti i vegetali a foglia verde.

Per un buon riposo

Non è sempre vero che i mesi invernali e la scarsa luce aiutino a riposare bene. Al contrario, stimolano una fastidiosa sonnolenza diurna che si accompagna a una scarsa qualità del sonno notturno. La colpa è della scarsa luce naturale, che non stimola l’ipofisi a produrre una adeguata quantità di serotonina e di melatonina, due sostanze che regolano il ritmo circadiano del sonno: la serotonina si produce nelle ore diurne e fa sentire svegli e attivi, mentre la melatonina favorisce il rilassamento serale. Questo vale anche per i bambini, anzi soprattutto per loro che hanno un ritmo circadiano ancora immaturo. È il caso allora di assicurare una sostanza “sostitutiva” che possa dare una mano agendo un po’ come la luce del sole. Si tratta del triptofano: questa sostanza si trova nel latte, nello yogurt, nei formaggi freschi e stagionati, nella ricotta, nelle uova. Anche il cioccolato, in particolare quello fondente, ne è ricco.

Contro la tristezza omega-tre

La diminuzione delle ore di luce provoca anche una riduzione della serotonina, un neurotrasmettitore che attiva i processi nervosi, facendo comunicare tra di loro i neuroni tramite le sinapsi regolano appunto il tono dell’umore, facendo sentire più sereni e creativi. Per mantenere attivi i collegamenti tra le cellule nervose, sostituendo il neurotrasmettitore carente, è importante assumere omega tre, sostanze che si trovano nel pesce azzurro e nell’olio, di oliva ma anche di semi. La dimostrazione di quanto questi acidi grassi siano utili al sistema nervoso viene da uno studio condotto in Australia presso il Menzies Institute e pubblicato sull’American Journal of Epidemiology. A 1.300 persone di entrambi i sessi sono stati somministrati dei questionari in cui dovevano riportare la frequenza con cui consumavano determinati alimenti e all’interno dei quali si dovevano segnalare anche variabili legate allo stile di vita come il fumo, l’alcool, l’attività fisica. Si è notato così che chi mangiava pesce almeno due volte a settimana e in generale seguiva una dieta sana vedeva ridursi del 25% il rischio di depressione. Anche per i bambini, insomma, ci vuole più pesce in tavola.

Sahalima Giovannini

Sostieni Guidagenitori.it

Il Covid-19 ha colpito al cuore anche l’economia, tutto si è fermato, pubblicità compresa, l’unica forma di sostentamento per fare e diffondere l’informazione medico-scientifica, obiettivo principale di Guidagenitori.it

I nostri giornalisti, tecnici informatici e tutti gli altri operatori che sorreggono il giornale, continuano a svolgere regolarmente il lavoro per offrire gratuitamente i servizi editoriali, nonostante le difficoltà economiche. Ecco perché il vostro contributo è prezioso.

Registrati o Accedi

Comments are closed.