Alla scuola materna piange e non vuole saperne di stare sì. Alle elementari ha il magone e gli occhi pieni di lacrime: l’ansia da distacco è frequente, ecco come gestirla.
Essere fissati con la scelta del cibo più sano, trascorrere ore davanti ai banconi dei mercati per scegliere bene non è una buona regola, ma un vero e proprio disturbo dell’alimentazione.
Può capitare che un bambino morda un compagno del nido, la mamma o il fratellino. È una tendenza naturale da non accettare perché è causa di dolore e offesa nell’altro.
Scatti d’ira e comportamenti bizzosi che vanno oltre il semplice capriccio. Affrontarli non è facile perché spesso i genitori non sanno come comportarsi.
Difficoltà a compiere movimenti e a orientarsi nello spazio, a praticare attività sportiva, perfino ad articolare le parole: sono i sintomi della disprassia, un disturbo molto frequente.
Se un bambino dimostra poca attitudine ad apprendere, è bene cercare di capire cosa sta accadendo: potrebbe trattarsi un Disturbo Specifico di Apprendimento
Molti bambini piccoli si mangiano le unghie: è un atto sostitutivo del seno o del ciucciotto, un po’ come succhiarsi il pollice. È bene intervenire prima che diventi un vizio.
La dipendenza da cellulare, eccessiva ricerca in rete e frequente zapping su i vari social può essere interpretato come uno dei primi segnali di una depressione. A rilevarlo è uno studio della Baylor University in Texas .
Allegre o spaventose, le favole ed i racconti epici sono un genere letterario utile allo sviluppo del sistema cognitivo dei nostri bambini. Infatti, hanno il potere di insegnare a gestire il proprio controllo ed a combattere la paura.
Nei bambini di pochi mesi usare la bocca per esplorare il mondo è normale. Un po’ diverso se un bambino già a due o tre anni ha l’abitudine di mordere per reagire. Se nostro figlio lo fa, cerchiamo di capire il motivo.
Emotività ballerina: crisi di pianto e accessi d’ira. Sono reazioni bizzarre poco piacevoli, ma non infrequenti in un adolescente alle prese con il nuovo ciclo scolastico. Capire cosa provano i ragazzi è un nostro dovere.
Negli ultimi anni a troppi bambini è stato attribuito lo stato di iperattività senza conoscerne il vero significato del termine. Proviamo a fare la conoscenza con l’iperattività patologica -ADHD e la normale vivacità dell’infanzia.
All’inizio di ogni nuovo ciclo scolastico, non si varca solo la soglia di una nuova aula ma è un mondo intero che si apre all’orizzonte dei nostri figli e … non solo a loro, è normale che siano un po’ spaventati dalla novità.
Vogliamo verificare le conseguenze della Depressione Post-Partum materna sulla prole attraverso un questionario anonimo da somministrare ai ragazzi che oggi sono nella fascia di età tra gli otto e dieci anni compiuti.
Le mamme e i papà dovrebbero fare più attenzione quando prendono in giro, seppur bonariamente, i figli e soprattutto le figlie femmine. Senza volerlo, rischiano di urtare la sensibilità e causare danni.