

Riflettendo un po’ su questo, certo se dopo due giorni gli alimenti iniziano a perdere il 50% dei nutrienti a confronto di quelli colti e immediatamente surgelati, significa che non si perde nulla. Se ci fermiamo a pensare alla filiera della raccolta dei vegetali, possiamo renderci conto che gli alimenti freschi arrivano già al supermercato dopo almeno ventiquattro ore dalla raccolta. Un nostro carissimo amico di famiglia, Augusto, è produttore di pesche e prugne, ha quasi dieci ettari di alberi da frutto nell’agro pontino, la campagna romana. Bene lui tutte le mattine iniziano la raccolta alle cinque, la frutta è spazzolata e confezionata nelle vaschette e portata in una catena di supermercati di Roma. L’arrivo della frutta nei grandi magazzini non è mai prima di mezzogiorno ed ecco che già sono passate dodici ore, quella frutta andrà nei banchi il giorno dopo. Ecco che la filiera già utilizza le prime ventiquattro ore per mettere in commercio frutta e verdura.
Le verdure surgelate ed alcuni tipi di frutta in scatola sarebbero da preferire, soprattutto gli spinaci, i piselli e altri vegetali hanno più vitamina C rispetto a quelli che si trovano nei banchi frigo dei supermercati.
Utilizzando gli ortaggi dell’orto, oggi per pranzo zuppa di gamberi, pH 6 e per cena formaggio, rigorosamente magro, alla piastra con indivia belga, pH di 5,8.
Colazione: Insalata di fragole, banane e nespole Una tazza di tè
Break: Plumcake gluten free con semi di chia
Pranzo: Zuppa di gamberi e ortaggi
Break: Yogurt e pan di miele ed una tazza di tè
Cena: Formaggio magro alla piastra Indivia Belga al tegame