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Svezzamento: tempi e modi

le fasi dello svezzamento

Lo svezzamento, periodo in cui un bambino passa dalla sola dieta a base di latte alle pappe vegetali e viva via più composite. Non è un bel periodo per il bambino abituato alla dieta liquida del latte, non è un cambiamento semplice da gestire: spesso i piccoli manifestano un atteggiamento ostile nei confronti delle diverse consistenze delle pappe e soprattutto del salato delle verdure. Nell’iniziare questo importante momento, dobbiamo tener ben presente che ogni bambino è diverso dall’altro e, soprattutto, non arrendersi alle prime prove. Il tempo giusto dello svezzamento dipende dal tipo di allattamento: se il piccolo è allattato al seno lo svezzamento inizia a sei mesi, se alimentato con latte ricostituito si può iniziare a cinque mesi.

Si parte con la frutta a quattro mesi e mezzo

Prima dei cinque mesi è meglio non offrire al bambino nulla di diverso dal latte: il sistema digerente non è ancora pronto per digerire nutrienti nuovi. Inoltre, il neonato potrebbe avere difficoltà ad accettare sapori diversi dal dolce latte e non riuscirebbe a tollerare bene le novità. Verso i quattro mesi e mezzo, si può iniziare a proporre la frutta, gradita al palato del bambino perché dolce, e difficilmente responsabile di fenomeni di allergia. La prima frutta ad essere offerta sarà: la mela, la banana e la pera grattugiata. Evitare il frullatore, il sistema fa incorporare aria nel cibo, con la conseguenza di provocare le tanto fastidiose coliche gassose. Si parte quindi con mezzo cucchiaino di solo frutta, senza aggiungere zucchero, passando il giorno successivo ad un cucchiaino intero, il terzo a due cucchiaini, il quarto giorno a cinque cucchiaini e così via, fino ad arrivare a metà frutto dopo una settimana.

Gli ingredienti della prima pappa

Dopo aver superato l’impatto con le diverse consistenze e del cucchiaino, da parte del neonato si po’ passare alle prime pappe vere. La base di partenza è il brodo vegetale. Quando le verdure saranno cotte, circa venti minuti, vanno tolte dal brodo di cottura e, una volta tiepido, aggiungere la crema di riso o di mais e tapioca e lasciar cuocere per circa cinque minuti mescolando. A fine cottura si aggiunge un cucchiaino di olio extravergine crudo. In seguito si possono aggiungere anche altri vegetali di stagione; evitare finché il bimbo non è cresciuto, cipolla e cavolo, hanno un sapore intenso. A distanza di due o tre settimane dalla prima pappa, le verdure utilizzate per il brodo vegetale si possono aggiungere al brodo dopo averle passate nel passaverdura.

Quando aggiungere le proteine

Una volta accertato che il piccolo non ha sviluppato allergie alimentari ed ha accettato di buon grado i nuovi sapori, si possono introdurre nella pappa i primi alimenti proteici rigorosamente cotti a vapore: la carne di vitello, di pollo, di coniglio o di tacchino tutti alimenti adatti allo svezzamento. Si inizia con trenta grammi di proteine per raggiungere sessanta grammi nell’arco di una settimana, ovviamente la carne deve essere passata al tritatutto e mescolata con il brodo di base. Se il bambino non vuole saperne di assaggiare i nuovi sapori, grida e respinge il cucchiaio, è inutile insistere: meglio rimandare di qualche giorno. Invece, si può permettere al bambino di giocare con la pappa, lasciando che pasticci nel piatto. È un modo per il bambino di prendere confidenza con il cibo nuovo, il piccolo diventerà più collaborativo e disposto ad assaggiare il cibo nuovo.

Sahalima Giovannini


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