

Un neonato si definisce pretermine quindi se nasce prima di aver compiuto le trentasette settimane di gestazione. Si considera un bambino con basso peso alla nascita se nato a termine ma con un peso inferiore a 2.500 grammi, ma superiore ai 1.500 grammi. Quindi, si considera un neonato appropriato all’età gestazionale se il peso è entro il decimo percentile e un neonato piccolo per l’età gestazionale con peso minore al 10° percentile. Il percentile è un concetto matematico necessario a capire quanto un dato – statura, peso, pressione arteriosa, etc.- si discosta dalla media, quindi se è normale o no. Con il percentile si paragona il peso di un bambino con quello di 100 suoi coetanei normali. È patologico un dato che si colloca sotto al 3° percentile e sopra il 97°.
La prematurità interessa il 5-10% di tutti i neonati e compromette in modo più o meno determinante lo sviluppo anatomo-funzionale di tutti gli organi in modo inversamente proporzionale all’età gestazionale. Quanto più bassa è l’età gestazionale, tanto più grave è il ritardo di maturazione. Gli organi più esposti alle problematiche di una nascita pretermine sono: il polmone, il cervello, l’intestino e la retina. Di questi la compromissione più frequente riguarda il polmone. Il neonato pretermine, soprattutto se nato prima della 30ma o 32ma settimana di età gestazionale, a causa dell’immaturità polmonare e della massa muscolare respiratoria, può avere difficoltà respiratorie. Una di queste patologie è la cosiddetta malattia delle membrane jaline, colpisce circa il 20% dei prematuri e rappresenta ancora oggi una delle cause principali di morte nei neonati con peso inferiore ai 1.500 grammi. Da qui l’unanime accordo sulla necessità di attuare, in caso di rischio di parto prematuro, la profilassi con somministrazione alla madre di steroidi che inducono la maturazione polmonare del feto. La compromissione degli altri organi è soprattutto in relazione a prematurità grave ed a esiti di sofferenza fetale ed asfissia alla nascita.
I neonati pretermine, piccoli per l’età gestazionale, sono a rischio di complicanze nel periodo perinatale, soprattutto aumentata incidenza di asfissia, sindrome da aspirazione di meconio, enterite necrotizzante, ipotermia, ipoglicemia, iperbilirubinemia, policitemia e l’incidenza di patologia alla nascita si avvicina al 40% nei neonati con evidente stato di malnutrizione. Nello sviluppo neuro-comportamentale di questi neonati pretermine vi è una maggiore incidenza di deficit e disturbi dell’apprendimento, oltre a disturbi della crescita post-natale come: ritardo di statura e peso più evidente, ritardo nell’eruzione dei denti, un lieve aumento dell’incidenza di infezioni nei primi due anni di vita. Oggi, fortunatamente il progresso della medicina assicura ai bambini migliori chances di sopravvivenza e soprattutto meno incidenza di disturbi neuro-cognitivi.
Sahalima Giovannini