Nel
corso dei nove mesi è necessaria molta cautela. Anche un semplice prodotto da banco va assunto solo se necessario e dopo avere chiesto sempre il parere
del ginecologo.
Il freddo e l’umidità favoriscono la diffusione delle infezioni. E anche le future mamme possono ammalarsi: un po’ di febbre,
mal di gola, una lieve sindrome influenzale. Tanto più che, durante la gravidanza, le difese immunitarie sono leggermente meno efficienti, perché gli
anticorpi sono impegnati nel complesso processo che porta alla formazione di un nuovo individuo. La gravidanza è un periodo delicato, quindi è meglio
evitare di affidarsi al “fai-da-te” per l’assunzione dei farmaci: anche i più innocui potrebbero non essere adatti. Per questo è sempre opportuno, da un
lato, ricorrere ai medicamenti solo in caso di necessità, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni e alle dosi prescritte dal medico o dal
ginecologo; dall’altro, evitare del tutto l’automedicazione, cioè l’assunzione di qualsiasi farmaco, compresi quelli “da banco”, in vendita in farmacia
senza ricetta, di propria iniziativa. Come mai tante precauzioni in gravidanza? L’assunzione di medicinali in questo periodo richiede particolare
cautela, dal momento che la maggior parte di essi è in grado di attraversare la placenta e, quindi, di dare degli effetti, talvolta anche negativi, sul
bimbo che si sta sviluppando. I rischi sono maggiori nel primo trimestre. Questo periodo è infatti caratterizzato da un rapido accrescimento e
differenziazione della maggior parte degli organi del feto. Naturalmente non è il caso di allarmarsi se si è già assunto un farmaco prima di scoprire di
essere incinta: basta informarne tempestivamente il ginecologo, il quale saprà indicare eventuali rischi e relativi esami da eseguire. Dal momento del
test di gravidanza in poi è però bene prestare molta cautela, evitando di assumere farmaci senza aver sentito prima il parere del medico di medicina
generale o dello specialista.
Farmaci sì, farmaci no
Ecco una breve guida per orientarsi tra i farmaci di più comune
utilizzo: queste indicazioni, però, non devono sostituire il parere del proprio medico o ginecologo. Alcuni Fans, cioè gli antinfiammatori non
steroidei, possono essere presi solo in modo saltuario, dietro indicazione del medico. Sono sconsigliati in genere dopo la 32a settimana per il rischio
di problemi alla circolazione del feto. Il farmaco più utilizzato è sicuramente il paracetamolo, indicato per abbassare la febbre, ma anche come
antidolorifico. Può essere preso in gravidanza, in qualsiasi epoca gestazionale, su indicazione del medico (ma con cautela dopo la 32a settimana).
L’acido acetilsalicilico in genere è sconsigliato in gravidanza: vi si ricorre solo di rado dietro prescrizione medica. Più complesso è il discorso che
riguarda gli antibiotici: alcuni, tra cui soprattutto l’amoxicillina, possono essere presi senza problemi, su indicazione medica. Da evitare in modo
assoluto, invece, le tetracicline e i fluorochinolonici. Quanto ai lassativi, sarebbe meglio cercare di risolvere la stitichezza con altri rimedi, per
esempio bevendo di più o aumentando il consumo di cibi ricchi di fibre. Se il medico ritiene indispensabile il ricorso a un farmaco, in genere prescrive
farmaci “formanti massa”, supposte a base di glicerina, enteroclismi o sciroppi a base di lattulosio. Nel caso del raffreddore, è meglio evitare invece
i decongestionanti nasali, in quanto contengono sostanze vasocostrittrici non adatte in questa fase. Per i colliri: si possono usare quelli a base di
antistaminici, i disinfettanti aspecifici e le lacrime artificiali. È necessaria invece la prescrizione medica per i colliri antibiotici e quelli a base
di cortisonici. Per alcuni antispastici è consentito un uso solo sporadico, dietro indicazione medica.
Cautela anche con le
integrazioni
Gli integratori vitaminici possono essere utili per sopperire all’aumentato bisogno di vitamine e sali minerali della
gravidanza. Sarà il ginecologo stesso a consigliare il tipo di integrazione più adatta. Devono comunque essere usati solo prodotti specifici per la
gravidanza, in quanto le concentrazioni dei comuni multivitaminici possono essere addirittura tossiche per l’embrione in formazione. Anche per sciroppi
antitosse e fluidificanti è bene chiedere consiglio al medico in quanto alcuni prodotti sono vietati (ad esempio quelli contenenti codeina). Gli
antivirali di uso locale vanno presi con cautela, solo dietro indicazione medica. l fermenti lattici si possono prendere per tutta la gravidanza,
qualora il medico ne consigli l’utilizzo, ad esempio, dopo un episodio di diarrea. Anche per gli omeopatici e i fitoterapici occorre evitare il “fai-
da-te” e chiedere sempre consiglio al proprio ginecologo. Possono infatti esistere effetti collaterali, anche sul feto, specialmente per i prodotti
fitoterapici.
I numeri utili in caso di dubbio
Il Filo Rosso è un servizio telefonico di consulenza medica gratuita
sui rischi riproduttivi e sulla salute in gravidanza, creato nel 1988 e sostenuto interamente da ASM. La postazione di Milano è attiva nelle giornate di
lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 10.30 alle ore 13.30, e il giovedì dalle 14.00 alle 17.00. Quella di Roma opera il lunedì, martedì,
mercoledì e venerdì dalle 14.00 alle 17.00. Il giovedì dalle 10.00 alle 13.00. Il Filo Rosso di Napoli risponde dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle
18.00. La postazione dedicata esclusivamente alle malattie genetiche, il Filo Rosso Genetico,è in funzione dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.30
e dalle 16.00 alle 19.00. Dalla sua nascita, la struttura ha offerto l’aiuto dei più validi specialisti a decine di migliaia di donne, fornendo
informazioni, consigli e rassicurazioni preziose sul rischio riproduttivo e sulle possibilità di prevenirlo.
Nicoletta
Modenesi
Ha collaborato:
Dott. Massimiliano Monti