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Tutte insieme contro la depressione

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È finalmente disponibile il Kalendario, realizzato dalle mamme e dalla redazione di Guidagenitori.it. Ci siamo unite per combattere il male che trasforma l’anima in pietra.

In casa di Rosalba c’è fermento. È una giornata speciale. Le donne di Guidagenitori.it sono qui, insieme, in un gineceo dal quale uomini, mariti e figli sono, per una volta, rigorosamente tagliati fuori. È un momento solo per noi. Chiacchieriamo, rivediamo qualche viso ben noto, stringiamo mani per conoscere nuovi nomi, nuovi sorrisi. La fotografa è già all’opera, l’acconciatrice e l’estetista sono artiste che fanno uscire la splendente bellezza nascosta in ogni volto. Tra risate, ricordi, racconti di vita, ogni tanto ci prendiamo una pausa con un caffè, un frutto, un pasticcino. Ma la leggerezza apparente è unita a un importante impegno.

Immagini d’arte cariche di emozione
In un luminoso sabato mattina, noi tutte ci siamo incontrate per dare vita a un progetto che sta a cuore da tempo alla dottoressa Trabalzini, il nostro direttore scientifico, che oggi più che mai è soprattutto Rosalba. Una persona, una donna, una mamma, una studiosa dell’anima che conosce il mondo femminile. In prima linea porta avanti il “laboratorio” del Kalendario, un’idea serbata da tempo, che sta finalmente prendendo corpo. E non è un gioco di parole. Perché oggi le donne e le mamme di Guidagenitori.it prestano proprio il loro corpo all’interpretazione di opere ben note, che fanno vibrare di emozione al solo vederle. Sculture di Canova, di Bernini e di altri grandi maestri, che hanno saputo tirare fuori dal freddo marmo il calore vibrante delle emozioni. Stefania, languidamente adagiata sul triclinio, è una perfetta Paolina Borghese. Il suo addome arrotondato, anticipo della vita che porta dentro di sé, corrisponde perfettamente alla morbida bellezza neoclassica. Roberta e Patrizia, giovani mamme dalla bellezza asciutta e sportiva, si intrecciano nell’abbraccio mitico di Amore e Psiche. Sahalima è in ginocchio, lo sguardo azzurro al cielo, abbandonata nella Fiducia in Dio di Bartolini. Tajana accenna una danza con le amiche della redazione Angela e Tiziana, nel gruppo delle Tre Grazie. E poi è il turno delle altre: ciascuna interpreta una scultura in pietra, un’opera così viva e intensa da sembrare reale. I corpi sono scoperti, solo una nota di colore li vela di un drappeggio. E un manto rosso è il filo conduttore del coraggio e dell’energia che legano tutti i magistrali ritratti, mese dopo mese, delle donne protagoniste del Kalendario.

Quando l’animo è più arido della pietra
Ma quando c’è la depressione dopo il parto, succede proprio il contrario. L’emozione, l’empatia, qualsiasi sentimento svanisce nella freddezza della pietra. Il cuore, l’animo, sono incapaci di provare qualsiasi emozione in positivo. Se si “sente” qualcosa, sono solo pensieri neri, vuoti, che tolgono respiro all’anima e impediscono di pensare al futuro. Gli altri non capiscono, vedono che sei diversa e cercano di aiutarti, come possono, come sanno fare. E per lo più infastidiscono. “Cerca di tenerti su”, “Prova a reagire”, “Come fai a essere triste con questo splendido bambino?”. Ti senti come un blocco di marmo al quale si sta chiedendo di camminare con la forza della volontà. Purtroppo queste parole buone, questi tentativi, ti fanno stare peggio. “Non ce la faccio, allora è vero, non valgo nulla, non sono una buona mamma”. Gli aiuti esterni, poi … Racconta Giorgia: “Ricordo le prime settimane dopo la nascita del primogenito. Ero prigioniera in casa e dentro me stessa. Il tempo grigio fuori dalla finestra era più colorato delle emozioni della mia anima. Guardavo mio figlio, preda del timore di non riuscire ad accudirlo come avrei dovuto. Avevo paura del sentimento di ostilità nei confronti di quell’esserino che mi rubava le notti, il tempo, me stessa. E queste sensazioni, che non avrei mai ammesso, mi riempivano di sensi di colpa. Le nonne, le amiche erano spesso da me per darmi una mano. Lo tenevano in braccio, mi davano consigli, rigovernavano in casa. Tutto questo accresceva l’ostilità e il senso di non valere nulla”.

Un disturbo spesso misconosciuto
Non sempre la depressione si risolve spontaneamente. Spesso resta latente e sfocia in altre forme anche anni dopo, dando luogo a disturbi di ansia, fobie sociali, ipocondrie che danneggiano la vita. Nei casi più seri a rimetterci è la salute della mamma ma soprattutto è la salute psicologica del neonato, ovviamente non ora… ma quando sarà grande , quando sarà l’adulto al quale è mancato il sorriso e l’abbraccio caldo della mamma. Si sta male, malissimo, peggio che con qualsiasi vero disturbo fisico. E nessuno sembra accorgersene, tutti raccomandano di “stare su”. Perché la depressione post partum è così: non quantificabile in un problema vero e proprio e ritenuta inconciliabile con la serenità di essere madre. Invece è un male che può distruggere dentro. Per questo è importante occuparsene, studiarla, spingere le donne ad aprirsi, a non nascondersi come se fosse vergognoso ammettere “sì, sono depressa”. Il nostro impegno nasce per questo scopo. Guidagenitori.it è vicino alle madri con questo progetto speciale che dedichiamo a tutte voi che ci conoscete, alle vostre amiche, alle neo mamme, a tutte le donne. A tutti coloro che vorranno contribuire ad aiutarci nella lotta per prevenire e curare la depressione post partum. Per questo abbiamo scelto la modalità del calendario: una presenza in casa discreta e quotidiana, che ci ricordi l’importanza di aver dato il nostro contributo a qualcosa di davvero importante. Per aiutare tutte, giorno dopo giorno, per un intero anno e anche dopo, a tirare fuori il colore emotivo che sta nascosto dentro una donna che si sente arida. Come una pietra.

 

La redazione di GuidaGenitori.it

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