Gli ultimi giorni di vacanza
3 Settembre 2010
Singulto, è frequente nei neonati
7 Settembre 2010

Quelle perdite dopo il parto

Si presentano come mestruazioni abbondanti e durano qualche settimana. Le lochiazioni sono il segnale che l’utero sta lavorando per tornare alle sue consuete dimensioni.

Chi non ha mai avuto un bimbo si chiederà a che cosa servono i grandi assorbenti che le ostetriche raccomandano di portare con sé nella borsa per l’ospedale. Sono necessari, eccome: sia in caso di parto naturale, sia che venga effettuato il parto cesareo, la neomamma è soggetta alle lochiazioni – o lochi – abbondanti perdite simili al flusso mestruale, che indicano che l’utero sta lavorando per riprendere le dimensioni fisiologiche pre – gravidanza.

Una “ginnastica” dell’apparato genitale
I lochi si manifestano per un periodo di tempo piuttosto lungo: dalle tre alle cinque – sei settimane. Costituite da sangue e materiale sieroso, sono l’essudato della parete interna dell’utero, una sorta di spremitura prima della cicatrizzazione che va a riparare il luogo dove era adesa la placenta, oltre al ritorno alle dimensioni normali dell’utero stesso: una decina di centimetri di lunghezza e poche decine di grammi di peso. Per raggiungere queste dimensioni, l’utero, che è un muscolo, si contrae già durante il parto, ma continua questa “attività” anche nelle settimane successive e anche nelle donne che hanno avuto il bimbo con il parto cesareo. Così facendo, l’organo riduce le proprie dimensioni. Tale attività fa sì che nella cavità uterina vengano espulsi i residui di sangue e tessuto in eccesso. Nei primissimi giorni dal parto le lochiazioni sono di un rosso acceso, simili a mestruazioni ma più abbondanti. In seguito, le perdite assumono un colore più chiaro, rosato e sieroso e, dal decimo-dodicesimo giorno in poi, la mucosa uterina si modifica e le lochiazioni assumono un aspetto sieroso biancastro e cremoso, fino a scomparire del tutto. A questo punto, se non si allatta al seno, è possibile che compaia il cosiddetto capoparto, dopo circa quaranta giorni, ossia il primo flusso mestruale vero e proprio dopo il parto. A volta è così ravvicinato che si può confondere con gli ultimi giorni di lochiazioni.

Attenzione se durano troppo a lungo
Durante le lochiazioni è bene seguire accurate norme di pulizia, per sentirsi a proprio agio con se stesse e anche per prevenire la comparsa di irritazioni alla sfera intima, dovuta al prolungato contatto tra i genitali e l’assorbente. È bene effettuare lavaggi almeno due volte al giorno con detergenti delicati, che producano poca schiuma, sciacquando molto bene con acqua corrente. L’assorbente va cambiato spesso e adeguato alla quantità delle perdite. Per il resto, si deve solo attendere che le lochiazioni si attenuino. Attenzione, invece, se durante le lochiazioni compare febbre elevata, durano più di sei settimane e si mantengono di un rosso vivo. Può essere la manifestazione di un’infezione dovuta alla presenza di lembi di placenta non espulsi a dovere, oppure – anche se è raro – di un’emorragia. In questo caso è opportuno rivolgersi appena possibile al proprio ginecologo per le cure del caso.

 

Sahalima Giovannini

 

Ha collaborato:
Dott. Massimiliano Monti

Registrati o Accedi

Lascia un commento