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Gli ultimi giorni di vacanza

Il rientro in città non coincide con l’inizio della scuola: alla loro riapertura mancano ancora un paio di settimane. Ecco qualche idea per organizzare il loro e il vostro tempo.

In città i soliti giardinetti sono nuovamente affollati di bambini. Le vetrine delle cartolerie e i centri commerciali espongono astucci, zainetti e matite, in un simpatico clima di ripresa dell’anno scolastico. I portoni, però, resteranno chiusi ancora per qualche giorno, in alcune regioni riapriranno il 13 settembre, qualche giorno dopo in altre e per le famiglie si presenta la stessa domanda di ogni anno: a chi affidare i bambini in questo intervallo di tempo? Come sistemarli in un luogo sicuro e, perché no, dove possano anche divertirsi come è giusto alla loro età? “La scuola non è una baby sitter” tuoneranno a questo punto i soliti moralisti, sicuramente senza figli oppure con nonni a disposizione. Per la maggior parte delle famiglie, però, dove non solo il papà ma anche la mamma deve lavorare, i giorni vuoti prima della scuola, quando ormai non c’è più la possibilità di contare su campi estivi e oratori, rappresentano un problema. Ecco qualche consiglio, da tenere presente anche per gli anni futuri.

Piccoli campus nella propria città
In genere, ai primi di settembre riaprono le scuole di musica, di lingue straniere o di sport: luoghi in cui sono impiegati insegnanti e formatori preparati e seri. Molti di questi centri propongono una o più settimane di “mini-campus” per bambini, solitamente dai sei anni in su. Dietro pagamento di una quota, i genitori possono lasciarvi i figli per tutto il giorno, dal lunedì al venerdì, in orari abbastanza elastici: solo al mattino oppure fino alle cinque del pomeriggio. In questo modo i bambini vengono accompagnati prima che i genitori si rechino al lavoro e vengono ritirati al termine della giornata. Spesso questi centri pensano a erogare anche il pasto per i piccoli o, se la struttura scelta non è organizzata in tal senso, la mamma può sempre preparare uno zainetto con un panino ripieno con prosciutto, formaggio e verdure, un succo, un po’ di frutta e molta acqua fresca. I genitori che hanno già vissuto questo tipo di esperienza in genere la ripetono perché i figli si sono trovati bene. Le attività, infatti, pur incentrate sullo stesso tema di fondo (lingue, sport, musica e canto) sono variegate e divertenti e lasciano molto spazio alla creatività e al gioco. Anche i bambini più timidi si possono inserire senza difficoltà, soprattutto se vengono iscritti con un amico o un compagno di scuola. La sera, poi, ci si ritrova tutti a casa insieme.

Se le mamme diventano baby sitter
Se questa proposta non è apprezzata oppure si vive in un piccolo centro, che offre davvero poco, l’alternativa è la solidarietà tra famiglie: in altre parole, si possono unire le forze per provvedere ai propri bambini, sicuri di lasciarli nelle mani di persone fidate e responsabili. Se, per esempio, si è una mamma che non lavora, ci si può offrire di ospitare presso il proprio domicilio uno o due amichetti dei propri figli, che hanno i genitori occupati tutto il giorno. I bambini possono giocare, disegnare, eseguire semplici lavoretti sotto la supervisione dell’adulto. Le mamme più organizzate e in grado di tenere la disciplina possono anche decidere di accompagnare il piccolo gruppo di bambini al cinema, al parco o magari a visitare un piccolo museo, terminando magari la giornata con una sosta in gelateria. I genitori dei piccoli che vengono affidati sono naturalmente tenuti a contribuire, fornendo per esempio materiali per i disegni o il gioco, oppure pagando i biglietti del cinema. Nel fine settimana, poi, potranno ricambiare offrendosi di occuparsi loro di piccoli della “mamma baby sitter”. Seguendo questo schema si possono fare dei turni e occuparsi del piccolo gruppo di bimbi a giorni alterni.

E per i più piccoli… nonni e tate
Quando ci si trova a dover gestire bimbi più piccoli, che non sono ancora in grado di frequentare in modo autonomo una scuola di musica e sport, occorre una maggiore organizzazione e tanta prudenza. In questi casi, l’ideale sarebbe che mamma e papà si organizzassero prima dell’estate, in modo da poter contare al rientro delle vacanze su una alternativa reale e affidabile: nonni e tate disponibili ed efficienti. Gli imprevisti, però, sono all’ordine del giorno: se alla nonna viene l’influenza o la baby sitter improvvisamente non è più disponibile, urge trovare una sistemazione, soprattutto se papà e mamma non possono prendersi altri giorni di permesso, soprattutto ora, appena rientrati dalle vacanze. Si può allora provare a contattare un nido privato: sono un po’ cari, certo, ma hanno il vantaggio di essere aperti già ai primi di settembre e di contare su personale valido. Propongono attività creative, giochi, dispongono spesso di uno spazio all’aperto e di solito sono accettati di buon grado anche dai bimbi di due o tre anni. Prima di scegliere il luogo, sarebbe opportuno informarsi da persone che hanno già frequentato la struttura, per essere certi di operare davvero una buona scelta.

 

Giorgia Andretti

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