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Una scimmia tutta da ridere

Un cilindro, un naso finto e tanta allegria resero Arcibaldo l’attrazione più applaudita del circo

Arcibaldo è un vivace scimpanzé. Purtroppo è rinchiuso oramai già da un anno in una gabbia del grande zoo di Albachiara, e ora proprio non ne può più. Ricorda con tanta nostalgia le scorribande sui rami degli alberi, laggiù nella foresta che era la sua casa.
Ora nella sua testa non frulla che un pensiero: “Devo uscire di qui, devo andarmene da qui!”. Sì, ma come potrebbe ssere possibile uscire da quella stretta gabbia? Le sbarre sono molto solide e la porta è chiusa a chiave. La situazione sembra permanete senza scampo. Ma Arcibaldo, grazie alla sua fervida intelligenza, sa che non è il caso di perdersi d’animo. Pensa che ti ripensa, gli viene un’idea brillante. Ispirandosi al gremito mazzo di chiavi del guardiano, conclude che ci vorrebbe proprio un fil di ferro.
Comincia allora a fare grandi gesti a tutti i bambini che passano davanti alla sua gabbia. “Cosa vuoi bella scimmiotta, delle noccioline?” gli chiede Bertoldo, un bambino che si era fermato proprio davanti alla sua gabbia. Ma Arcibaldo, roteando e alzando le sue zampe snodate, fece capire al bambino che non desiderava da mangiare, ma il palloncino che teneva in mano la bambina che era accanto a Bertoldo. La signorinella in questione era proprio Marianna, la sorella di Bertoldo. “E’ un regalino che vuoi?” esclamò Marianna, e Arcibaldo iniziò ad annuire con la testa facendo cenno che quello che voleva era proprio il palloncino. Senza esitare la piccola tese allora il suo palloncino allo scimpanzé, palloncino che era annodato proprio con un fil di ferro!

Tutto contento Arcibaldo si mise a saltare di gioia nella gabbia mentre la bambina lo salutava: “A presto!”. Scesa la notte, mentre le stelle brillavano placide sullo zoo, Arcibaldo infilò con precauzione il fil di ferro nella serratura e, poco dopo…Evviva! La porta si aprì e lui riuscì finalmente ad uscire dalla gabbia. Arcibaldo si allontanò molto frettolosamente avventurandosi nei meandri della città.
A dir la verità, neanche lui stesso sapeva dove dirigersi e così decise: “Mi sgranchirò un po’ le gambe!…”
Hop, salì su una grondaia e, già che c’era, diede anche un’occhiata all’interno della casa. Salito fino al secondo piano vide due ragazzini che giocavano. Arcibaldo li riconobbe: erano proprio Bertoldo e Marianna, i bambini che gli avevano restituito la libertà. Erano lì che giocavano a farsi le boccacce.
Toc, toc! La scimmietta allora bussò alla finestra e i ragazzi la riconobbero subito: “Ehi, è la scimmia alla quale ho regalato il palloncino” gridò Marianna. “Hai ragione!” disse Bertoldo aprendo la finestra. Arcibaldo saltò sul tappeto e si grattò energicamente la testa, poi, dopo una capriola, fece gli occhi storti a beneficio dei suoi amici. “Puoi insegnarci qualche nuova boccaccia?” gli domandò Marianna. “Si!” ribattè contento lo scimpanzé muovendo su e giù la testa. “Allora partecipa anche tu alla nostra festa!” disse Bertoldo”. Arcibaldo accettò con gioia la proposta. Ma fu subito evidente che, quanto a smorfie, con un esperto come lui non si poteva certo competere…e così Arcibaldo si aggiudicò il primo premio. “Bravissimo” applaudiva Marianna. “Sei stato così bravo che ti regalerò la mia collanina preferita: una medaglia d’oro al miglior inventore di boccacce”

“Ssst!” disse ad un tratto Bertoldo. “Ho sentito un rumore, saranno sicuramente i nostri genitori…devi scappare via, presto! Dalla finestra!” E così Arcibaldosaltò sul davanzale e poi giù, lungo la grondaia.
A poco, a poco, le grandi luci della città si spensero, e a rischiarare un po’ le strade rimasero i lampioni. Arcibaldo era oramai allo strenuo delle forze, ma pensò. “Qui non ci sono alberi! Dove dormirò?”. Alla fine, dietro un grande tendone del circo, intravide alcuni platani; c’erano anche molti carrozzoni sistemati lì vicino, e non si sentiva alcun rumore…
Lo scimpanzé saltò allora su un platano e, poco dopo, si addormentò a cavalcioni di un grosso ramo. L’indomani Arcibaldo si svegliò di ottimo umore. “Ahhh…che bello! Niente più zoo, niente più guardiani! Perfetto!” E mentre gli artisti del circo provavano i loro numeri fece una visitina, con discrezione, a tutti i carrozzoni… “Signor direttore!” protestò poco più tardi Eulalia, la cavallerizza. “Le mie banane sono tutte sparite!” “Non possono essere volate via!” rispose il direttore “Cercale!”. “Forse le avrà mangiate qualcuno…ma chi!?!”
“Signor direttore!” si dispera anche Alfredo, il pagliaccio “Non trovo più il mio costume e la mia parrucca!”. “Non saranno certo spariti! Cercali!” brontolò il direttore.

Sul far della sera gli altoparlanti iniziarono ad annunciare: “Signore signori, avvicinatevi! Tra mezz’ora soltanto, qui ad Albachiara, potrete assistere ad un eccezionale spettacolo! Venite tutti!”. Gli spettatori accorsero numerosi. Anche Marianna e Bertoldo, seduti vicino alla pista, attesero con impazienza l’ingresso dell direttore. “Eccolo!” gridò la bambina. Con uno sgargiante vestito rosso e nero, il direttore avanzò sulla pista con un microfono. Togliendosi ossequiosamente il cilindro, esordì così: “Buonasera a tutti! Siamo felicissimi di avervi con noi stasera e vi ringraziamo. Ma cominciamo subito con un giocoliere venuto da molto lontano! Un giocoliere straordinario che, che, che…”. Il direttore si interruppe all’improvviso. Ehi! Non è certo un giocoliere quello che stava saltellando in mezzo alla pista. E’…un pagliaccio! E non somiglia affatto ad Alfredo! Un nuovo pagliaccio, forse. Ma che fa?…Ad un certo punto prese il microfono e iniziò ad imitare le più celebri rockstar del momento! Il direttore rimase a bozza aperta, il giocoliere strabuzzò gli occhi e gli spettatori risero e risero ancora senza posa.
“Ah, ah, ah! Lo riconosco” gridò Marianna “ha la mia collanina al collo”
“Ah, ah, ah! E’ il nostro amico” aggiunse Bertoldo “E’ il re delle boccacce!!”

Dietro le quinte il direttore e Alfredo, il pagliaccio, erano furiosi. “Fermatelo” urlò Alfredo. “Quello scimpanzé mi ha rubato il costume, la parrucca, il trucco e anche il nasone!”
“Dev’essere stato lui a mangiarsi le banane” sbottò il direttore”Ma che ci fa qui, nel mio circo? Io…io lo devo cacciar via!”
“Chiamiamo la polizia e i pompieri!” replicò Alfredo. “Uhm…polizia, pompieri?” sussultò il direttore “Alfredo, hai mai visto un pagliaccio più comico in vita tua?” Bene, bene, lo ingaggio subito”
Arcibaldo divenne così un clown, e, per sua fortuna, non tornò più allo zoo; divenne poi il miglior amico di Alfredo, il pagliaccio, e iniziò a vivere con lui nel suo carrozzone.
Ogni anno il circo si ferma ad Albachiara e lo scimpanzé va regolarmente a trovare Marianna e Bertoldo. E sapete cosa fa? Hop!, Prima si arrampica sulla grondaia. Toc, toc! Bussa poi al vetro della finestra e infine salta sul tappeto. E sapete cosa fanno tutti e tre? Ma è ovvio: un’altra grande gara di boccacce! E sapete chi vince sempre il primo premio? Ma è logico: Arcibaldo!

 

Giancarlo Strocchia

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