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La Banda Biscotto

Ogni settimana un furto in una pasticceria, la polizia brancola nel buio: chi salverà i golosi della città?

C’era una volta, una città grande grande, scintillante di bellissimi palazzi e negozi.
Quella città era conosciuta soprattutto per le sue favolose pasticcerie in cui si potevano trovare dolci squisiti di tutte le grandezze e sapori. Ma da un po’ di tempo gli abitanti di quella città conosciuta in tutto il mondo per i suoi dolci, non erano felici, perché dovevano difendersi da una banda alquanto strana
L’avevano denominata Banda Biscotto perché rubava solo cose dolci: grandi torte, pasticcini, biscotti, crostatine, spumini, cioccolatini, confetti, bignè, tutto spariva in poche ore dai banconi delle pasticcerie!

Decine di poliziotti, ogni sera, montavano la guardia per le strade ma era tutto inutile, perché almeno una notte a settimana, una pasticceria era svuotata di tutto il suo dolce contenuto; nessuno capiva come facessero i ladri a non farsi vedere!
Tutti credevano che quella banda fosse composta da decine di persone, perché uno solo non poteva portare via tutta quella roba!
E invece sapete da chi era composta la Banda Biscotto?
Ve lo dico io, perché tanto non indovinereste mai!!
La Banda Biscotto era formata da tre avaroni brontoloni e golosoni: infatti Aristide, Beppe e Gigi amavano mangiare solo dolci ma poiché erano troppo avari per comprarli, i furbacchioni, avevano deciso di rubarli! Eppure avevano tantissimi soldi, accumulati in anni e anni di risparmi. Pensate che avevano così tanti soldi che avrebbero potuto comprare tutte le pasticcerie della città, anzi del mondo!

Ma rimane un altro mistero: come facevano a rubare senza farsi vedere?
Aristide, da giovane era stato un grandissimo inventore e con una lavatrice trovata in una discarica, una vecchia bicicletta di Beppe, uno sbattitore mezzo rotto di Gigi e uno strana polverina segreta da lui composta con chissà che cosa, era riuscito a costruire, solo lui sa come, un elicottero invisibile! E con quel mezzo i tre vecchietti atterravano sul tetto delle pasticcerie e calandosi con una corda nel camino della cucina erano in un attimo all’interno! L’unico inconveniente era che l’elicottero della Banda Biscotto risultava invisibile solo di notte; Aristide ancora non era riuscito a trovare il modo di correggere quel difettaccio.

– Una volta o l’altra ci prenderanno- sbottavano Gigi e Beppe con la bocca piena di marzapane.
-Provate voi ad aggiustarlo!- ribatteva Aristide ingoiando uno dietro l’altro tre bigné al cioccolato.
Una notte infatti i tre avaroni si calarono all’interno della più grande pasticceria della città e golosi com’erano iniziarono ad abbuffarsi dimenticando il tempo che passava e così quando risalirono sul tetto si accorsero che era già giorno fatto- Guardate là, stanno arrivando dei poliziotti – sussurrò Beppe impallidendo.
-Poveri noi, ci prenderanno e forse ce lo meritiamo. Tutta colpa della nostra ingordigia- iniziò piagnucolare Gigi.
Ma Aristide nascose l’elicottero dietro ad uno dei camini, legò la corda ad un altro ed ordinò ai compagni di calarsi giù dal tetto.
In fretta in fretta i tre ladroni giunsero a terra e svelti svelti si sedettero sul marciapiede tendendo la mano. Erano così mal vestiti e magri, nonostante tutti i dolci che si mangiavano ogni giorno, che i carabinieri passando davanti alla pasticceria pensarono che fossero tre poveri barboni che chiedevano l’elemosina.

Mentre si stavano riprendendo dallo spavento ecco arrivare un bambino miseramente vestito: stringeva in una mano tre monetine che aveva faticosamente risparmiato in un mese intero. Voleva comprare delle caramelle per lui e i suoi fratellini prima di andare a scuola.
Mentre aspettava che la pasticceria aprisse vide i tre vecchietti e si impietosì: “Poveretti, anche la mia famiglia non è ricca, ma io sono fortunato perché almeno ho una casa e da mangiare tutti i giorni” pensò il bambino e senza indugiare un attimo di più depose una monetina nelle mani di ciascun vecchietto.
Aristide, Gigi e Beppe si guardarono sbalorditi poi fuggirono a casa pieni di vergogna.

Dopo tre mesi fu aperta nella città la più grande pasticceria di tutti i tempi: era un vero regno delle delizie ma la cosa più sorprendente era che era tutto gratuito!
Tutti si chiedevano chi avesse tanti soldi da spendere e inoltre come se non bastasse quella meravigliosa novità, dove era finita la Banda Biscotto? Infatti, da tre mesi nessuna pasticceria era stata più derubata!
Aristide, Beppe e Gigi si affaccendavano dietro i banconi della loro mega-fantastica pasticceria. Ormai mangiavano dolci solo raramente, da un po’ preferivano le verdure; e soprattutto avevano capito che, rubare era una bruttissima cosa, ma che ancora più brutta era l’avarizia!
La loro pasticceria non era mai vuota e i tre vecchietti erano felicissimi; si fecero tanti amici, soprattutto fra i bambini, ai quali però insegnavano anche a non esagerare con i dolci.
Aristide, Beppe e Gigi non furono mai più soli e nessuno sentì più parlare della Banda Biscotto.

 

Ilaria Tancini

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