L’esigenza femminile per la narrazione nel rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese
La radio, la televisione e soprattutto i libri, con la loro capacità di narrare, oltre che di informare, sembrano essere in grado di soddisfare le esigenze comunicative femminili, disincentivando la tentazione di rivolgersi ad altri media e l’insorgere di nuovi bisogni. A rivelarlo sono i dati del 35esimo rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese, presentato nei giorni scorsi dal Segretario generale del Centro Studi Investimenti Sociali, Giuseppe De Rita. Secondo l’analisi raccolta nel capitolo sulla Comunicazione e la Cultura, la propensione femminile per la parola, la narrazione e la comunicazione emozionale resta uno dei punti cardine su cui i tradizionali mezzi di comunicazione basano la loro forza di penetrazione sul pubblico femminile.
Libri per… passione
Ne è un esempio Internet, che viene più frequentemente utilizzato dalle donne per scambiare messaggi, chattare e fare nuove conoscenze (34,9%), oppure il telefono cellulare, usato in modo rilevante, oltre che per telefonare, per inviare sms (34,8%). Tuttavia è nella lettura di libri che le donne si distinguono, non solo per la maggiore quantità di libri letti, ma anche per il più profondo significato che le viene attribuito. Molto più frequentemente degli uomini, tra le motivazioni alla base della lettura, le donne indicano la passione (36,4%) e l’interesse (31,5%), dimostrando un attaccamento ai libri, che trova un’ulteriore conferma nella minore attitudine ad iniziare un libro senza finirlo (57,3% contro il 61,6% dei maschi). Tra i generi preferiti ci sono la narrativa contemporanea (scelta dal 43% delle donne, contro il 26,5% degli uomini), i classici della letteratura (29%, contro 21,6%) e la narrativa rosa (23,1%, contro l’1,4%).
Il distacco dalla stampa
Meno incisivo l’interesse femminile per la lettura più propriamente legata all’attualità, rappresentata dalla stampa quotidiana e periodica. Solamente il 38,9% delle donne – rispetto al 57,2% degli uomini – dichiara di leggere il giornale quasi tutti i giorni e lo fa solo nel 25,5% dei casi per abitudine (contro il 35,3% dei maschi). Meno spesso degli uomini, inoltre, scelgono autonomamente il proprio quotidiano sulla base della corrispondenza agli interessi personali, limitandosi, nella maggior parte dei casi, a leggere quello che si trova in famiglia (46,7%, contro il 27,7% dei maschi).
Il racconto della televisione
E’ alla televisione che le donne risultano essere maggiormente affezionate, non solo per la quantità di tempo che le dedicano, ma anche e soprattutto per il valore che le attribuiscono e per il ruolo che essa riveste nella loro vita. La quota di pubblico televisivo femminile è pressoché simile a quella maschile (rispettivamente, 95,9% e 95,7%), ma basta prendere in considerazione il numero di ore giornaliere dedicate al mezzo, per vedere come siano le donne le fruitrici più assidue: il 13%, contro il 5% degli uomini, guarda la Tv per oltre cinque ore. Come si è detto non è solo una questione di budget time. Le donne sembrano ritrovare nella televisione quella stessa capacità narrativa che le fa amare i libri e lo dimostrano scegliendo, all’interno della programmazione televisiva, film (70,7%), telefilm (20,3%), telenovelas e soap opera, sceneggiati (8,5%) e talk show (14,8%), con percentuali elevate e sensibilmente superiori a quelle degli uomini (rispettivamente: 64,9%, 10%, 1,5%, 1,3%, 5,6%). Lo svago (44%) e la compagnia (27,4%) sono, del resto, le ragioni più frequentemente indicate per motivare la fruizione televisiva. Come la radio, la Tv rappresenta un’ottima compagnia durante lo svolgimento delle faccende domestiche per molte donne (57,2%).
Ben il 61,5% delle donne, contro il 50,9% degli uomini, accende la Tv sapendo già quale programma vedere e questo indica un uso consapevole del mezzo, oltre che una buona conoscenza dei palinsesti; del resto non sono poche le donne ad ammettere che i momenti della propria giornata siano scanditi dalla Tv (il 21,1%, contro il 15,9% degli uomini).
Internet per conoscere e chattare
E’ soprattutto verso il computer che le donne manifestano una minor propensione, dichiarando di usarlo solo nel 23,6% dei casi (contro il 40,3% degli uomini) e di collegarsi ad Internet nel 13,7% (contro il 27,6% degli uomini). Il livello di competenza è in ogni caso decisamente più basso rispetto agli uomini e molto diverse sono le motivazioni alla base dell’uso: mentre gli uomini al primo posto mettono l’interesse (39%), il 44,8% delle donne indica la necessità. Molto più dei navigatori maschi, le donne si collegano ad Internet per scambiare messaggi, chattare, partecipare a forum (34,9%, contro 24,4%) e per acquisire materiali per studio o lavoro (31,8%, contro 23,7%); meno di loro sono interessate a scaricare software, files musicali e video (10,9%, contro 21,9%), ad informarsi sull’attualità (19,4%, contro 24,2%) ed accedere a servizi finanziari ed amministrativi (10,5%, contro 18,5%). Del web sembrano dunque apprezzare le opportunità di crescita personale e professionale, ma soprattutto di socializzazione e comunicazione; infatti sono le donne a dichiarare più frequentemente di aver conosciuto altre persone tramite Internet (31,2% contro 29,4%).
In Rete:
Il Rapporto annuale del Censis
Matteo De Matteis