Violenza sulle donne, educhiamo i bambini al rispetto

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Violenza sulle donne, educhiamo i bambini al rispetto

educhiamo al rispetto delle donne

Continuo a leggere le solite frasi: basta femminicidi, leggi più severe nei confronti degli uomini violenti, isolamento totale per gli uomini che usano violenza sulle donne. Ed ancora: uomini, smettetela di ferire fisicamente e psicologicamente le donne, le vostre compagne e mamme dei vostri figli. Perché, per una volta, anziché gridare BASTA VIOLENZA, BASTA FEMMINICIDI non proviamo a lanciare un grido diverso, un grido davvero utile, il grido finalizzato a un vero cambiamento, quello educazionale:

Mamme insegniamo ai piccoli maschietti il rispetto verso le donne e alle donne a rispettarsi e farsi rispettare.

Lo sviluppo del pensiero, il modo personale di essere di ognuno di noi, quel carattere che ci accompagnerà negli anni della maturità, inizia con lo sviluppo del linguaggio e quindi nei primi 36 – 40 mesi di vita. È in questo periodo che chiunque passi del tempo con un bambino piccolo dovrebbe insegnare a far rispettare la mamma, la sorella, la cuginetta, l’amichetta dell’asilo e poi compagna di banco, primariamente come un essere con gli stessi diritti e privilegi dei maschietti e poi perché è attraverso il corpo di una donna che la vita può germogliare, crescere e diventare un individuo. Allo stesso modo chiunque passi del tempo con una bambina, dovrebbe far passare il messaggio che la donna ha gli stessi diritti e privilegi degli uomini e quindi non deve mai accettare che le vengano rivolte parole volgari, intimidazioni e soprattutto violenza fisica. Una volta formati i tratti base della personalità, questi con estrema difficoltà si modificheranno nel corso della vita e se ciò avverrà, sarà solo se il soggetto vuol cambiare ed il cambiamento stesso non sarà mai così radicale da stravolgere il modo di pensare, ma solo leggere rifiniture di adattabilità.

La settimana prossima scenderanno in campo tutte le forze politiche e associazioni di donne

Ci saranno persone dello spettacolo, le influencer e le tante donne a parlarne su tutti i social e …  dopo averne parlato e scritto? Cambierà davvero qualcosa? Siamo certe che tutti gli uomini capiranno di non usare più la loro forza verso le donne? Allo stesso modo, invocare leggi più severe, davvero riusciranno leggi restrittive a modificare il modo di pensare di alcuni uomini?  La severità non conduce da nessuna parte anzi, acuisce ancor di più lo stato emozionale della rabbia, lo stato genetico proprio che ognuno di noi ha impresso nel proprio codice genetico, nel DNA. Di questo ne ho scritto, sviscerando il tema, nel libro pubblicato dalla Meltemi Editore – La rabbia. Analisi di 5 casi di violenza. Se  davvero vogliamo che le cose cambino è sulle neo-mamme e neo-papà di oggi che dobbiamo accendere i riflettori, ed una volta illuminati, guidarli affinché crescano uomini e donne liberi dal preconcetto del ruolo del maschio potente e autoritario e della donna debole e accomodante. I nuovi genitori devono avere sì dei ruoli: quello materno amorevole e quello paterno rassicurante, ma il tutto deve essere inteso come compartecipazione di intenti e non come comportamenti dissociati, il tutto nel rispetto di ogni singolo individuo.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta CBT, laureata in psicologia clinica

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