

La scorsa settimana ho lanciato un urlo di allarme attraverso Linkedin a giornalisti appartenenti a tutte le testate giornalistiche di ogni ordine e grado, il post pubblicato è stato visto ad oggi ben 1.000 volte dai miei contatti: sono iscritta all’ordine dei giornalisti di Roma oltre ad essere medico psichiatra.
Di seguito Il post integrale:
Lo scorso anno è uscito il mio libro “La rabbia. Analisi di cinque casi di violenza” in cui parlo di omicidi di cui mi sono occupata come CTU psichiatra. Nelle ultime pagine del testo così concludo:
“.omissis……aggiungo che il legislatore dovrebbe attivare, per contenere la violenza sociale, un programma di educazione e prevenzione nelle fasi più importanti della stabilizzazione della personalità di ogni singolo individuo, ovvero nella pre-adolescenza, tra i dieci e quattordici anni:
1 – Nella scuola media inferiore: dovrebbe essere inserito l’insegnamento dell’educazione civica, affinché venga insegnato, oltre al rispetto delle leggi dello Stato, il rispetto delle singole persone. Gli adolescenti devono essere istruiti sulle motivazioni della violenza, questo perché comprenderne le cause è di grande aiuto per imparare a gestire la rabbia, al fine di essere meno aggressivi e/o canalizzare l’istinto della rabbia verso aspettative positive;
2 – Nella prevenzione sanitaria: dovrebbe essere attuato un piano di prevenzione della salute psichica, esattamente come avviene per lo screening di alcune malattie nel rispetto della buona salute fisica. Dovrebbero essere previsti tre colloqui psico-diagnostici con il medico specialista della psiche, a dodici, quattordici e sedici anni – uno ogni due anni – al fine di intercettare un eventuale disagio psichico così da poter intervenire preventivamente, nell’eventualità in cui dovesse esserne ravvisata la necessità, piuttosto che intervenire nelle fasi successive della crescita, in modo più o meno doloroso. Non possiamo dimenticare che il disagio psichico esiste. L’organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che nel mondo il 10% degli adolescenti soffre di disturbi mentali e che la metà di tutti i disturbi inizia a dare i primi segnali all’età di quattordici anni, con una incidenza dello 0,35% per i disturbi della sfera psicotica. Se non trattato, il disagio psichico può influenzare negativamente, e alle volte in modo irreversibile, il futuro dei ragazzi”
Che ne dite di aiutarmi a diffondere queste piccole regole e soprattutto a far arrivare al legislatore il mio pensiero per il benessere di tutta la generazione futura???
Grazie a tutti coloro che voglio dare una mano
Reazioni delle 1.000 persone che hanno visualizzato il post
Delle 1.000 persone che hanno visualizzato il post, solo due persone hanno lasciato un commento, una è una mamma, e solo una persona ha lasciato un messaggio privato ringraziandomi dell’intervento. Nessuno dei giornalisti a cui ho inviato il post ha sentito l’esigenza di replicare o solo prendere in considerazione la proposta della prevenzione, pur basata su solide basi scientifiche. Tutto questo negazionismo della scienza e applauso al grido di patriarcato, abbattiamo i mostri, femminicidi anziché di chiamare l’atto violento semplicemente omicidio, perché di questo si tratta, è voler ignorare deliberatamente la realtà. Togliere la vita ad un essere umano indipendentemente dal genere o dall’età è a tutti gli effetti un omicidio. L’atteggiamento dei media sembra seguire un copione stabilito: urlare a titoli cubitali quello che fa più audience e non guardare la semplice realtà degli eventi. Questo atteggiamento mi ha fatto tornare alla mente un film datato ma pur sempre uno specchio della realtà attuale: il V° potere è sempre stato e sarà nel futuro quello dei media a cui si sono oggi aggiunte le piattaforme social ad ampliare la cassa di risonanza.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico Guidagneitori.it
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