

La diffusione delle scommesse online sta raggiungendo sempre più adolescenti, trasformando il gioco in un fenomeno di massa che supera la dimensione ricreativa per diventare un rischio per la salute mentale. Uno studio su giocatori online ha indagato il legame tra comportamento di gioco problematico e autolesionismo non suicidario — NSSI – evidenziando che i danni psichici possono manifestarsi anche in chi non presenta una dipendenza conclamata — una questione particolarmente allarmante per gli under 18 e i giovani adulti.
La ricerca ha usato questionari standardizzati per valutare autolesionismo, severità del gioco, disagio emotivo, qualità del sonno e impulsività. Pur riferendosi a un campione adulto, i risultati offrono indicazioni importanti per l’adolescenza: una quota rilevante dei partecipanti ha riportato episodi di autolesionismo, con tendenze più marcate nelle fasce con maggiore gravità del gioco. Considerando che gli adolescenti mostrano spesso maggiore esposizione al gioco digitale e minore capacità di regolazione emotiva, il rischio di sviluppare comportamenti autodistruttivi può risultare amplificato. Tra i fattori esaminati, l’insonnia e il disagio emotivo si sono distinti come predittori significativi dell’autolesionismo non suicidario – NSSI, più dell’impulsività. Per gli adolescenti — la cui architettura cerebrale e i cui ritmi di sonno sono ancora in sviluppo — la privazione del sonno può incidere fortemente sulla regolazione delle emozioni, aumentando la vulnerabilità a strategie di coping disfunzionali come l’autolesionismo. Il gioco d’azzardo, inoltre, può generare stress, frustrazione e oscillazioni emotive che alcuni giovani cercano di gestire attraverso atti di autolesionismo.
Si rende necessario introdurre screening mirati negli ambienti educativi: scuole, famiglie e servizi sanitari per identificare precocemente il disagio emotivo, problemi del sonno e segnali di auto danno tra i ragazzi coinvolti nel gioco online. Programmi di prevenzione dovrebbero includere educazione sui rischi del gioco digitale, strategie di regolazione emotiva, interventi per migliorare l’igiene del sonno e percorsi di supporto integrati per chi mostra segnali di rischio. In un Paese dove il gioco tra i giovani è in crescita, la prevenzione non può limitarsi a misure economiche o normative: serve un approccio multidisciplinare che coinvolga insegnanti, genitori e professionisti della salute mentale per ridurre l’esposizione al rischio, potenziare competenze di coping e intercettare tempestivamente comportamenti autodistruttivi. Agire presto significa ridurre la probabilità che difficoltà temporanee evolvano in problemi cronici con conseguenze durature sulla vita degli adolescenti.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico Guidagenitori.it