

È ormai ben conosciuta a livello internazionale la piattaforma social, con sede legale a Londra, dove si riesce a guadagnare fino a otto o dieci mila dollari al mese con sole 4 o 6 ore di lavoro alla settimana, stando comodamente sdraiati sul divano o su un letto.
Cos’è questo social vi starete chiedendo. Bene, cercherò di spiegarlo soprattutto perché è una realtà che interessa tutti, indipendentemente se ci si ferma a guardare il lato positivo o quello negativo: il guadagno facile, o il fatto di farlo mettendo in mostra il proprio corpo, prevaricando tutte le regole del buon costume o del rispetto per sè stessi.
Dal punto di vista fiscale, la piattaforma rispetta le norme vigente: le transazioni sono perfettamente in regola.
Il nuovo social nasce a Londra nel 2016 con l’intento di condividere foto e video a pagamento, una sorta di Instagram, ma mentre su questo social le foto diventano proprietà esclusiva di Zuckerberg o della sua struttura societaria e ne può disporre come vuole, le foto pubblicate su OnlyFans, diventano sì proprietà della società, ma al contempo viene riconosciuta una commissione dell’80% al creatore dei contenuti venduti, immagine o video che siano. La somma guadagnata può essere poi spostata sul conto corrente del creatore. Fin qui tutto regolare e redditizio, il punto è: che tipo di foto o video vengono pubblicati? Sono immagini in cui sia le ragazze o i ragazzi, si presentano in modo ammiccante e seminudi, mettendo in mostra la sensualità più spinta. Il nudo integrale è proibito e non è quindi prevista nessuna censura sulle immagini. Pur richiedendo l’amministratore del social il documento di riconoscimento per accertare la maggiore età e l’intestazione di un c/c o il possesso di una carta prepagata dove far arrivare i compensi, è sufficiente un account di un maggiorenne per pubblicare foto o video, e poi in forma privata pubblicare immagini di minori degli anni 18. Quindi, massima attenzione ai ragazzi adolescenti se passano troppo tempo chiusi nella loro stanza o in altri luoghi in cui è richiesta la privacy, potrebbero passare le immagini all’amico o amica maggiorenne e il gioco è fatto.
Che sia la curiosità o la ricerca di divagazioni sessuali, tutti posso accedere e curiosare tra i corpi più o meno desiderabili della tale showgirl, della cameriera ai piani o del palestrato ben dotato. Di certo il lockdown ha accelerato lo sviluppo economico di OnlyFans: l’isolamento ha obbligato ad utilizzare la fantasia non solo del singolo individuo, ma anche nel rapporto di coppia. Nella mia pratica clinica di psicoterapeuta, ho potuto constatare il diffondersi dell’autoerotismo davanti ai vari monitor fino a qualche anno non contemplato se non davanti a immagini chiaramente pornografiche. Alcune foto dei vari account possono essere visionate gratuitamente, ma la maggior parte delle immagini e dei video sono a pagamento. La possibilità d’acquisto va dalla singola foto all’abbonamento settimanale, mensile o annuo. C’è poi la possibilità di avere un video in visione esclusiva, ovvero realizzato solo per il singolo acquirente; ovviamente i costi in questo caso lievitano per il cliente mentre il guadagno è decisamente più alto sia per il produttore del video sia per l’amministratore del social. La stessa società di OnlyFans risulta come intermediario delle transazioni e come proprietaria dei diritti copyright sui contenuti: il loro utilizzo al di fuori è proibito per legge. Per accedere al social è necessario avere un account, che sia come semplice utente o creatore dei contenuti, e lasciare quindi almeno un indirizzo mail e creare una password. Verrà quindi richiesto copia del documento di riconoscimento ed indicare il proprio c/c o la carta prepagata dove far arrivare i guadagni.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, Psicoterapeuta cognitivista, Laurea in Psicologia Clinica
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