Perché una donna stuprata non denuncia subito

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Perché una donna stuprata non denuncia subito

denunciare uno stupro

Le mie figlie ormai non sono più adolescenti ma se lo fossero ancora, dopo aver ascoltato l’on. Le Beppe Grillo denigrare una diciannovenne, sostenendo che semplicemente si stava divertendo, facendosi ripassare da quattro ragazzi saltellanti con il coso in mano, beh… mi sarei infuriata come una biscia, perché semplicemente stava dando del poco di buono ad una adolescente.  Premesso che nessuno può dare un appellativo del genere ad una donna, ancor meno deve farlo verso un’adolescente. Da genitore potrei anche comprendere il punto di vista di un padre che cerca in tutti i modi di difendere il proprio figlio, però la difesa non può essere un atto di accusa. Non si può denigrare una ragazza. L’istituto della difesa è legittimo, ma questa deve avvenire nei tempi e luoghi previsti dalla nostra Costituzione, non può essere semplicemente il: fai da te!

Non sempre si ha la giusta lucidità per denunciare

Gli eventi traumatici possono capitare ad ogni singola persona e possono includere vari eventi, dal semplice incidente automobilistico più o meno grave, al mobbing sul lavoro fino ad arrivare allo stupro. L’evento traumatico nell’immediatezza non sempre lascia alla persona a cui è capitato, la lucidità per elaborare lo shock psicologico. Alcune persone possono aver bisogno non solo di giorni ma di settimane o mesi per lasciarsi alle spalle la sintomatologia residuata dal trauma:

  • paura,
  • ansia intensa,
  • immagini o ricordi intrusivi dell’evento traumatico,
  • pensieri negativi sulla propria persona fino a sfociare in uno stato di anedonia, ovvero incapacità di provare interesse per le consuete attività vitali.

Tutto questo corollario di stati emotivi possiamo definirlo come – PTSDDisturbo Post-Traumatico da Stress. Il DSM V, il manuale dei disturbi psichiatrici definisce questa condizione come una reazione psico-fisica ad un evento traumatico più o meno grave. La sintomatologia del disturbo annovera: disorientamento, l’umore influenzato da sentimenti di depressione, ansia, senso di colpa e paura. Le persone con disturbo da stress post-traumatico possono apparire agitate, avere scarsa concentrazione, scarso controllo degli impulsi e flusso del linguaggio alterato. Negli studi di laboratorio, i livelli di cortisolo, noradrenalina e adrenalina, tutti ormoni dello stress, possono essere alterati.

Quando un rapporto può essere definito stupro

Lo stupro, chiamato anche violenza sessuale, può accadere sia a uomini sia a donne di qualsiasi età. La Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013, definisce lo stupro un rapporto sessuale senza consenso. L’articolo 36, paragrafo 2, della Convenzione specifica che il consenso deve essere dato volontariamente, quale libera manifestazione della volontà della persona, e deve essere valutato tenendo conto della situazione e del contesto. Gli Stati Uniti definiscono lo stupro come: la penetrazione, non importa se leggera o completa, degli organi sessuali con qualsiasi parte del corpo o oggetto, o penetrazione orale da parte di un organo sessuale di un’altra persona, senza il consenso vittima. Il consenso lucido è quindi necessario per definire un rapporto sessuale consenziente. Lo stupro è un’azione di potere, non di sesso. Lo stupratore usa la forza o la violenza reale o la minaccia per prendere il controllo su un altro essere umano. Alcuni stupratori usano droghe specifiche o alcol per togliere la capacità ad una persona di reagire. Lo stupro è un crimine, sia che la persona che lo commette sia uno sconosciuto, un conoscente o un familiare. Le persone che sono state violentate hanno bisogno di cure e conforto per superare il trauma inflitto.

È importante far passare questo messaggio: nello stupro la colpa è sempre dello stupratore e non della vittima.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Psichiatra, Psicoterapeuta CBT con Laurea in Psicologia Clinica


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