Intossicazione alcolica in aumento tra gli adolescenti

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Intossicazione alcolica in aumento tra gli adolescenti

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Preoccupano decisamente i numeri degli adolescenti che hanno avuto bisogno delle cure del pronto soccorso a causa di intossicazione alcolica acuta, associata all’uso di sostanza psicotrope. Ad essere grave è l’aumento del 9% nello spazio temporale del lock-down.  A denunciare i comportamenti inappropriati degli adolescenti è la ricerca pubblicata sul Journal of Adolescent Health, una delle maggiori riviste americane del settore, curata dai medici del Pronto Soccorso in collaborazione con i neuropsichiatri infantili dell’ospedale pediatrico – Burlo Garofolo – di Trieste.

Il consumo di alcol tra i ragazzi non è una novità

Dall’analisi dei dati molti dei ragazzi ricoverati, erano entrati in codice rosso, ovvero, con un reale pericolo per la vita, infatti, molti di loro avevano avuto la necessità di una valutazione neurochirurgica dovuta a traumi associati all’intossicazione alcolica e a stupefacenti. Purtroppo, molti dei ragazzi ricoverati, erano già conosciuti al pronto soccorso per precedenti ricoveri, la diagnosi all’ingresso sempre la stessa: intossicazione grave da alcol.  Il Prof. Barbi, Direttore del Burlo sostiene che l’epidemia così come si è evidenziata è di gran lunga maggiore rispetto a quella del Covid. In sintesi, gli adolescenti hanno rischiato maggiormente la vita per questo comportamento alterato piuttosto che dalla pandemia Coovid.

Il comportamento anomalo verso l’alcol potrebbe dipendere da…..

L’abuso di alcol potrebbe trovare una diretta correlazione con le dinamiche famigliari vissute durante la segregazione casalinga del lock-down. Il dottor Abbracciavento, neuropsichiatra del Burlo, ha cercato di indagare sulle possibili motivazioni di questo esasperato aumento di alcol negli adolescenti e, ad emergere sono proprio le dinamiche esasperate che la reclusione forzata in casa ha creato tra i componenti della famiglia.  E’ ovvio che alla base c’era già una conflittualità pre-esistente che la chiusura non ha fatto altro che amplificare, fino ad arrivare ad una reale incapacità a gestire il controllo, fino a mettere in pericolo la stessa vita. Ciò che dovrebbe allarmare gli adulti tutti è rendersi conto di quanto gli adolescenti non siano in grado di stimare i comportamenti pericolosi per loro stessi. Certo, l’abuso alcolico tra gli adolescenti è da tanto che se ne parla, ma questa tendenza all’eccesso non può essere assolutamente sottostimata.

Cosa fare per arrestare la piccola epidemia alcolica

I risultati del prezioso lavoro del Burlo dovrebbero offrirci degli spunti per individuare le giuste modalità da mettere in campo per limitare al massino i rischi a cui sono esposti i ragazzi. Di certo, il tempo che stiamo ancora vivendo e il rischio di un nuovo lock-down non ruotano a favore della prevenzione.  Una cosa è certa: con i giovanissimi ogni strada indicata per il loro benessere non funziona, soprattutto se arriva dai genitori. La proibizione è controproducente, il dialogo è spesso a senso unico, l’esempio può servire? Sicuramente si, è da preferire rispetto alle altre vie, ma… se dovesse essere necessario un nuovo periodo di chiusura in casa è di fondamentale importanza mitigare i conflitti e le dinamiche relazionali tra genitori e figli e tra fratelli. In questi casi è importante chiedere aiuto agli specialisti in mediazione famigliare.

Rossi Lina

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