Cause che possono portare alla deriva la concentrazione

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Cause che possono portare alla deriva la concentrazione

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Un tempo quando una adolescente mostrava i segni della scarsa concentrazione, veniva immediatamente posta la diagnosi di ADHD, ovvero Attention Deficit Hyperactivity Disorder.   Oggi le cose sono un po’ cambiate, ad essere aumentate le persone con scarsa concentrazione non sono più tanto i piccoli pazienti iperattivi, ma le cause possono essere rintracciate in una lunga lista, vediamole insieme:

  • Notificazioni Costanti –  le notifiche arrivano attraverso i monitor sia da computer sia da smartphone, attirando continuamente l’attenzione, interrompendo così le attività e rendendo difficile raggiungere uno stato di reale concentrazione.
  • FOMO ovvero la Fear of Missing Out –   la paura di perdersi qualcosa di importante può portare a controllare i social media frequentemente, questo bisogno inevitabilmente porta ad una deconcentrazione continua da ciò che si sta facendo in quel momento.
  • Contenuti Coinvolgenti e Volatili – i contenuti sui social sono progettati per essere accattivanti e spingere al controllo immediato. Questa modalità può indurre a perdere la nozione del tempo ed a distogliere l’attenzione da compiti più impegnativi.
  • Eccesso di informazioni –  la quantità enorme di informazioni disponibile può sparigliare gli interessi a cui si lavora o studia, rendendo difficile concentrarsi su informazioni rilevanti.

Cosa fare per riportare la concentrazione nei canoni dell’efficienza

Premesso che il tanto proclamato effetto multitasking non esiste, dobbiamo essere ben coscienti, come sostiene il prof. Emiliano Ricciardi, professore di neuroscienze cognitive alla IMT  – Scuola Alti Studi di Lucca – Il nostro cervello può fare una cosa per volta e non solo, dal mondo esterno recepiamo in contemporanea solo alcuni segnali sensoriali. Alla luce di questa realtà, è necessario prendere le distanze da ciò che può creare deconcentrazione. Vediamo cosa metter in atto per raggiungere l’obiettivo a garanzia della buona concertazione.

  • Stabilire limiti di tempo da dedicare ai social – sugli smartphone sono attive delle funziono per limitare il tempo trascorso sui social ogni giorno.
  • Disattivare le Notifiche – è buona norma disattivare le notifiche per app non essenziali così da ridurre le interruzioni.
  • Pianificare breaks programmati – stabilire delle pause specifiche così da controllare i social media a tempo stabilito anziché controllarli continuamente.
  • Tecnica del pomodoro – è questa una tecnica di gestione del tempo, implica di lavorare in blocchi brevi e intensi con pause regolari, ovvero il lavoro è suddiviso in blocchi di 25 minuti a cui devono seguire 5 minuti di pausa. Ogni intervallo è detto come pomodoro facendo riferimento ad alcuni timer da cucina a forma di pomodoro.
  • Utilizzare la modalità focus/DND – è bene attivare la modalità: Non Disturbare o Focus quando si ha bisogno di lavorare senza interruzioni.
  • Creare un ambiente ad Hoc – come una scrivania senza distrazioni quando si è al lavoro o si sta studiando.
  • Mindfulness e Meditazione – tecniche di respirazione e meditazione per migliorare il focus e ridurre l’impulso di verificare costantemente i social media.
  • Fermarsi a riflettere su quanto tempo viene speso sui social e quali sono i benefici che si ottengono, così da ridurre l’uso superfluo.

Implementando tutte queste strategie, è possibile migliorare significativamente la concentrazione e ridurre l’impatto negativo dei social media sulla produttività e sulla qualità del tempo speso.

Sahalima Giovannini

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