Quinta e sesta malattia, ultime malattie esantematiche

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Quinta e sesta malattia, ultime malattie esantematiche

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Di quinta e di sesta malattia si parla poco, molto meno rispetto ad altre malattie esantematiche come scarlattina, rosolia o morbillo. Perfino la quarta malattia riceve più attenzione. Anche queste malattie esantematiche, però, vanno curate nel modo giusto perché potrebbero causare vari disturbi.

In che cosa consiste la quinta malattia
La quinta malattia venne definita così dopo che fu scoperta in seguito a morbillo, rosolia, scarlattina e quarta malattia. È causata dal Parvovirus B19 e si trasmette entrando in contatto con le goccioline di saliva o il muco degli starnuti del malato o anche semplicemente parlando da distanza ravvicinata. Non è molto contagiosa, infatti, è necessario un contatto molto stretto per ammalarsi. Questa infezione colpisce soprattutto i bambini in età scolare, specialmente in primavera, ma anche gli adulti possono esserne colpiti. L’incubazione dura due settimane, quindi compaiono macchie rosse e calde al tatto solo sulle guance. In seguito le chiazze si estendono a torso, braccia e gambe e compare prurito intenso su tutto il corpo. E’ importante tenere corte le unghie dei bambini affinché non si procurino lesioni grattandosi, eventualmente un antistaminico aiuta a superare il problema. Inoltre, compare un lieve rialzo febbrile che può essere tenuto sotto controllo con paracetamolo alle dosi suggerite dal pediatra. Questa malattia si risolve senza lasciare conseguenze nei bambini, ma nei ragazzi più grandi e negli adulti può causare dolori articolari che si risolvono però nel giro di pochi giorni. Non esiste vaccino, né cure particolari poiché non è una malattia seria.

Le caratteristiche della sesta malattia
La sesta malattia è dovuta a infezione dell’Herpes virus 6, di cui esistono due varianti. Quindi, anche se la malattia è stata già contratta, può esserci una nuova infezione. Viene chiamata così perché è la sesta malattia che presenta esantema descritta in medicina. Colpisce in modo particolare i bambini molto piccoli, tra i 6 mesi e i 2 anni di età. Ci si può ammalare tutto l’anno anche se l’infezione avviene con più facilità in primavera e in autunno. Anche questa malattia si trasmette con il contatto diretto con il malato, inalando le goccioline di starnuti o il muco espulso con i colpi di tosse. Dopo l’incubazione, dieci giorni circa, compare febbre per 3 giorni, quindi scompare in fretta lasciando il posto all’esantema: macchioline rosa pallido, leggermente in rilievo, che compaiono prima su tronco e collo, quindi si diffondono a viso e braccia. La gola si arrossa, le ghiandole linfatiche nella zona della mandibola e della nuca si infiammano. Se la febbre è molto alta possono comparire convulsioni febbrili della durata di pochi minuti senza provocare danni neurologici. Se questo succede, però, è bene rivolgersi subito al pediatra. A parte questo, non occorrono cure particolari: è bene far bere molto il bambino e somministrare paracetamolo per tenere bassa la febbre.

Sahalima Giovannini

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