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Il morbillo non abdica, responsabilità è nei bassi livelli di vaccinazione

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Brasile e Stati Uniti: due nazioni altamente popolate e da sempre attente alle strategie per difendere la salute di adulti e bambini, soprattutto considerando la densità di popolazione e le grandi differenze esistenti tra i vari stati sociali. Due nazioni che, di recente, si stanno occupando di un problema sanitario non nuovo, ma di ritorno: il morbillo. Secondo gli esperti dell’Organizzazione Panamericana di Salute – Paho – e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS, questa malattia esantematica si sta diffondendo rapidamente perché i genitori hanno smesso di vaccinare i loro bambini.

Il morbillo può anche essere importato
La conseguenza del calo di vaccinazioni è stato l’aumento del numero di persone non immuni. Questo ha fatto sì che ci siano persone più suscettibili ad ammalarsi e quindi a trasmettere la malattia ad altri, causando il ritorno di vere e proprie epidemie. Per questo motivo gli esperti hanno emanato un allerta epidemiologico a tutti i paesi membri. Il continente americano, infatti, era stato dichiarato – libero dal morbillo – per più di dieci anni. Di conseguenza, molti si sono sentiti al sicuro e hanno scelto di non sottoporre i figli alla vaccinazione, convinti che, in un paese libero dalla malattia e quindi privo di casi, non avrebbero corso il rischio di ammalarsi. Purtroppo spesso non si considera la possibilità che un’infezione non sia solo endemica, ossia presente su un territorio, ma che possa essere importata dall’esterno, da persone straniere. E questo, oggi, succede quotidianamente: aerei e treni trasportano ogni giorno persone che giungono in paese, per ragioni di lavoro o di turismo, per un breve periodo o per viverci per sempre. Questi individui possono essere portatori di nuovi casi di morbillo, diffondendolo tra i soggetti non vaccinati. Tra il 2003 e 2014 il continente americano ha registrato un totale di 5.077 casi di morbillo importati.

Vaccino: gratuito, efficace e sicuro
Mantenere alti livelli di copertura vaccinale è la chiave per prevenire e fermare le epidemie e proteggere la popolazione dalla minaccia di casi importati. Per questo motivo la Paho e l’OMS hanno emanato un allerta, chiedendo ai paesi di rinforzare le misure di sorveglianza. La richiesta di attenzione vale anche per i paesi europei, Italia compresa, dove secondo le stime della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – SIPPS si sta verificando una situazione simile a quella degli Stati Uniti. Anche in Italia, infatti, di recente si è verificato un calo nella frequenza con la quale i genitori sceglievano il vaccino per i morbillo. Oltre alla relativa sicurezza dei pochi focolai di morbillo, molte famiglie sono state influenzate dalla paura ormai definitivamente arginata, del legame tra il vaccino verso il morbillo e la sindrome autistica. Non tutti sanno, invece, che questo legame fu progettato da un medico inglese, successivamente radiato dall’albo dei medici, dietro compenso economico per creare il panico intorno ai vaccini. Il vaccino è invece sicuro, non ha praticamente effetti collaterali e protegge da una malattia che può vere serie conseguenze sulla salute di un bambino. Effettuarlo significa non proteggere solo se stessi o il proprio figlio, ma tutta la comunità, alzando il tasso di immunizzazione e quindi riducendo il rischio di trasmissione. La vaccinazione può essere evitata solo se una malattia è considerata eradicata dal pianeta: come il vaiolo, per cui i bambini si vaccinavano ancora negli anni Settanta, il virus responsabile è oggi chiuso al sicuro in una provetta e ben custodita.

Lina Rossi

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